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Se l’anziano possa far politica: Plutarco prova a rispondere

La Vita Felice ripubblica un estratto dei Moralia di Plutarco, che per temi e interrogativi resta ancora oggi attualissimo. Con risposte spiazzanti e provocatorie

Giorgio Napolitano, 87 anni, e Mario Monti, 69 anni (Credits: Ansa/Di Meo)

Fa uno strano e inatteso effetto ritrovare in libreria uno degli estratti meno conosciuti epperò più suadenti dei Moralia di Plutarco. Un estratto dotto e dal titolo suadente, che in tempi di serrate crisi e di dibattiti animati sulla gerontocrazia può tornare  di straordinaria attualità sin dal suo titolo. Sarà anche per questo che La Vita Felice ha deciso di riproporla in una nuova edizione curata da Giulio Cesare Maggi e presentata da Morris L. Ghezzi (con testo greco a fronte).

In Se l’anziano possa far politica si avverte, sin da subito, l’eco irresistibile di temi e polemiche del giorno d’oggi, ed è probabilmente per questo che il lettore ne viene attratto.

Plutarco sostiene che la vecchiaia smorza invidia, gelosia e ribellione e che “tuttavia non arriva ad annullare la volontà di operare, ma piuttosto ci tiene lontano dalle passioni sfrenate e incontrollabili: in tal modo la nostra mente resterà lucida e ferma nei riguardi dei veri problemi”.

Ma la riflessione plutarchea si presta anche a una lettura diversa, e se vogliamo più approfondita, suggerita dallo stesso Ghezzi nell’introduzione. Plutarco scrive esprimendo idee e concetti per lui immutabili come Stato e interesse pubblico, all’interno di una visione stabile e immobile, nella quale i vecchi fanno politica per garantire una continuità vista innanzitutto come garanzia.

Una condizione, questa, chiaramente eclissatasi oggi. Resta allora la provocazione plutarchea, quella sì ancora attuale e stimolante, anche perché nettamente controcorrente rispetto al birignao contemporaneo.

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