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Rosso il sangue

Un thriller che arriva dalla Finlandia: il primo di una trilogia che ricorda le atmosfere di Stieg Larson. E l'anti-eroina che ne era protagonista

"C'era una volta una bambina che non aveva paura...

C'era una volta una bambina che imparò ad avere paura...In genere le fiabe non iniziano così. Così iniziano altre storie, storie più cupe...”.

Lumikki Anderson, la protagonista di Rosso il sangue (di Salla Simukka edito da Mondadori), è una liceale che, pur portando il nome di Biancaneve, non le somiglia affatto.

Schiva, geniale, attenta e solitaria, ha imparato a difendersi e a condurre la sua vita senza farsi notare mai.

Ma una mattina, nella camera oscura della scuola d'arte che frequenta, dove in genere si rifugia alla ricerca di un momento di pace, trova delle banconote insanguinate.

Da qui la sua vita non può più essere la stessa: si trova coinvolta, suo malgrado, in un intrigo più grande di lei, tra trafficanti di droga e persone normali che rivelano il loro lato oscuro. E lei, nel mezzo, a lottare per risolvere il mistero.

Sullo sfondo una cittadina finlandese, Tampere, dal clima glaciale, l'accompagna in ogni sua mossa avvolgendola in un'atmosfera surreale e rassicurante al tempo stesso.

E all'orizzonte un criminale, chiamato Orso Polare, che tira le file delle vite degli altri e organizza feste hollywoodiane come fosse il Grande Gatsby.

Le pagine scivolano via veloci e si arriva alla fine sperando di poter seguire ancora questa misteriosa ragazzina che ricorda Lisbeth Salander, l'anti-eroina di Stieg Larsson, e che porta il nome di Biancaneve "La pelle bianca come la neve. Le labbra rosse come il sangue. I capelli neri come l'ebano”.

Ma lei non è così, non è una principessa ma è una piccola grande donna: la vita le ha insegnato a lottare e a difendersi. E a rendersi trasparente e anonima quando serve.

Un bel personaggio e un ritmo incalzante. Lo si legge in un attimo e resta la voglia di saperne di più.

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