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La rivista 'Progetto Grafico' si rinnova: ecco le ultime tendenze della creatività

Nuova redazione per 'Progetto Grafico', arriva il momento di interrogarsi  su quale direzione prendere

Dal numero 21 'Progetto Grafico' ha una nuova direzione, e come sempre succede all’inizio di un nuovo ciclo arriva il momento di interrogarsi sulla rotta da prendere.

Perché ancora una rivista e, soprattutto, perché di carta? si domanda il neodirettore Riccardo Falcinelli nel primo numero a cura della nuova redazione. La risposta sta nella volontà di dare spazio e profondità alla riflessione su tematiche non cronachistiche ma di principio, per creare un luogo fertile dove la riflessione teorica venga salvaguardata dall’immediatezza della pratica. Compito non da poco in un campo che fa della trasparenza il proprio nucleo progettuale e trova nel “farsi” le proprie regole.

L’intento è quello di fare una rivista di cultura con al centro i problemi della grafica, prima che una rivista per grafici. Un indirizzo che nel numero 22 dedicato allo “Spazio comune” appare in tutte le sue implicazioni politiche e sociali. Se è vero infatti che il primo proposito del design grafico è quello di sparire dall’orizzonte di percezione del fruitore per salvaguardare l’immediatezza del messaggio, è vero anche che perseguire tale intento con responsabilità significa dare al fruitore gli strumenti necessari per disinnescare quest’apparente semplicità.

Prendiamo l’esempio del movimento Occupy Wall Street di cui parla Claudia Vago (@tigella ) sul numero 22. Forse non tutti sanno che gli spazi veramente pubblici della Grande Mela sono molti meno di quanto si creda: spesso si tratta semplicemente di spazi privati aperti al pubblico per decreto dell’amministrazione locale. Il più noto è Zuccotti Park nel cuore di Wall Street di proprietà della Brookfield Properties: uno spazio aperto alla cittadinanza in cui tuttavia la company -pur con alcuni limiti- può dettare legge. Una legge con cui i manifestanti del movimento OWS hanno dovuto fare i conti.  

La divisione fra pubblico e privato, la distinzione geografica fra aree accessibili e inaccessibili, la comunicazione delle possibilità d’uso di uno spazio comune sono tutti processi in cui la progettazione e la grafica assumono una funzione politica prima che s’uso. E, come ogni questione politica, implicano una distribuzione di potere. Forse la diffusione di una cultura di grafica e progettazione non sarà la strategia migliore per evitarsi una manganellata (o per distribuirne in maniera più oculata), ma sarebbe senz’altro un passo utile per distribuire con più consapevolezza diritti e doveri, libertà e responsabilità, ordine e rispetto del bene comune.    

Non a caso Giovanni Lussu nel numero 21 della rivista propone un ritorno alla scrittura nel corso della formazione del grafico, tanto nella sua declinazione strettamente tipografica, quanto nella sua declinazione grammaticale, strutturale, logica, riportando il “discorso” nell’alveo dell’elaborazione grafica. Un ritorno al “logos” e alla disciplina, a scapito di un formalismo originario che, secondo lo studioso, trova le sue origini nell’impostazione dei primi corsi di Graphic design nati all’interno delle facoltà di architettura e pertanto inesorabilmente votati al modernismo e a certa creatività spiccia.  

La comunicazione quindi come parte integrante del progetto grafico, un suo naturale completamento che oltre ad aiutare il grafico a formalizzare la sua intuizione dia al fruitore gli strumenti necessari per decodificarne gli intenti. È quanto si propone 'Progetto Grafico', e in questo senso i primi due numeri della nuova direzione non possono che apparirci come programmatici: “Scrivere di grafica” (numero 21) e riflettere sulle implicazioni teoriche della disciplina non è un lusso, ma una necessità. Perché la grafica è di tutti, scrive e disegna i luoghi in cui viviamo, è il nostro “Spazio comune” (numero 22) e come tale va abitato con consapevolezza.

Progetto Grafico, aiap, Anno 10, n. 21, Estate 2012, 85 pagine, 9 euro.

Progetto Grafico, aiap, Anno 10, n. 22, Autunno 2012,159 pagine, 15 euro.

@giuliopasserini

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