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Libri

Racconti del giorno e della notte di Giuseppe Bonura

Hacca pubblica un’antologia postuma dello scrittore e critico letterario

Particolare della copertina del libro di racconti di Giuseppe Bonura

Un fiume carsico che puntualmente viene sottovalutato e che con altrettanta regolarità disattende ogni previsione. La narrativa italiana del secondo Novecento è stata più o meno questo, e le terze pagine dei quotidiani nazionali hanno finito col rispecchiarne con insolita precisione la sua fisionomia.

Certo, vi sono stati i grandi picchi, i narratori di razza destinati a restare negli annali letterari e manuali scolastici. Ma, accanto ad essi, e con altrettanto merito, ha  trovato spazio una buona dozzina di scrittori, condannati a restare nel bozzolo di una notorietà destinata solo a palati fini e ad addetti ai lavori.

Giuseppe Bonura è uno di questi. Nato a Fano nel 1933, per anni è stato critico letterario del quotidiano Avvenire e, come gran parte dei suoi colleghi, non ha resistito alla tentazione di sperimentare la narrativa, in particolare la forma del racconto.

Come ricorda  Alessandro Zaccuri, “non c’è narratore che non subisca il fascino della forma breve, non c’è romanziere – sia pure ossessivo e fluviale – che non nutra l’ambizione del racconto perfetto”. Lo sappiamo, è una vecchia storia, questa dell’ossessione per la stesura del racconto perfetto, che ha coinvolto grandi e piccini della letteratura di tutti i tempi.

Ma poco o punto si è riflettuto su un aspetto non secondario che è derivato da questa fissazione. Quello cioè di aver creato, soprattutto in Italia, una produzione letteraria di alto profilo, impensabile da inserire nella letteratura di base, ma pure meritevole di una sua dignità e di una sua godibilità, persino quando viene presentata postuma.

Di questa produzione, i Racconti del giorno e della notte di Giuseppe Bonura, pubblicati da Hacca edizione per le attente cure di Giulio Passerini, sono una buona prova. Forse più che buona. E meritano attenzione e letture, nonostante la stringente inattualità di questo genere.

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