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Prometeo, neuroscienze, il declino dell'Occidente e altre idee

Nel numero in edicola del trimestrale Mondadori, anche Don Chisciotte, Vittorio Strada su San Pietroburgo, Giordano Bruno e Galileo Galilei

"Trump è diventato Presidente degli Stati Uniti perché ha fatto capire agli americani che sarebbe stato quel tipo di leader e perché gli americani volevano essere guidati da un leader di quel tipo". È questo il commento lapidario di Zygmunt Bauman, scomparso a gennaio, e lo si può leggere all’interno del grande servizio a più puntate che Prometeo, in edicola da pochi giorni, dedica al "declino dell’Occidente".

Nel trimestrale Mondadori di scienze e storia, diretto da Valerio Castronovo, continuano infatti gli interventi sul tema che quasi cento anni fa era stato profetizzato da Oswald Spengler. Oltre a Bauman e alla moglie Aleksandra Kania, prendono parola anche lo storico Franco Cardini e Giuseppe O. Longo, teorico dell’informazione.

Il numero di giugno si apre con un servizio sulle neuroscienze dello psicobiologo Alberto Oliverio che indaga la relazione tra immaginazione e percezione: l’evolvere degli strumenti di indagine sul cervello mette infatti in evidenza che entrambe attivano le stesse aree cerebrali.

Altri interventi: Vittorio Strada ripercorre un tratto della storia russa all’epoca di quel dispotismo illuminato che aveva dato vita a una città come San Pietroburgo e più in generale al processo di modernizzazione del Paese. Rimane nei confini dell’Europa orientale anche il memoir che Alessandro Scarsella, docente a Ca’ Foscari, dedica alla persona e all’opera di Pedrag Matveievic’: grande letterato, jugoslavo cosmopolita e poliglotta, “Homo minoritarius” e finissimo slavista.

A completare una specie di trilogia, c’è il servizio in cui Benedetta Gentile del Carretto racconta di Sergei Schukin, il quasi leggendario collezionista d’arte che fuggì dalla rivoluzione d’ottobre lasciando ai bolscevichi la sua ingente raccolta di quadri. Denso il repertorio propriamente storico: la saggista Mariapiera Marenzana presenta i fermenti innovativi di un’epoca ponendo a confronto Giordano Bruno e Galileo Galilei; l’astronomo Alexander A. Gurshtein ricostruisce i percorsi molto suggestivi dell’astronomia arcaica, mentre Thierry Vissol (consigliere speciale della Commissione europea a Roma) spiega come una storia secolare di rapporti alterni dall’Alto Medioevo in poi possa aiutarci a comprendere le tensioni che hanno portato oggi alla Brexit.

Altri contributi: il filosofo Armando Savignano sviluppa un itinerario per conoscere meglio Don Chisciotte e l’opera di Cervantes, Giovanna Flamini propone una lettura del “sonno non naturale”, come l’anestesia, scandagliandone anche la genesi antichissima; infine Gabriella Piroli racconta i sessant’anni di “umanesimo scientifico” della Bollati Boringhieri, riportando gli abstract di diverse opere di eccellenza della fisica del Novecento, da Einstein a Bohr a Oppenheimer.

L’iconografico del numero, a cura di Pepa Sparti, è dedicato a una retrospettiva delle opere di Carlo Mattioli, un artista assolutamente singolare nel suo genere ma spesso dimenticato.

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