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Pechino, cinque libri per entrare nella città delle ombre

Romanzi e racconti su fatti, storie e storia del cuore cinese

La muraglia cinese alle porte di Pechino (Credits: EPA/DIEGO AZUBEL)

“Avevo sette anni... Il mio destriero arrivò alla piazza del Gran Ventilatore, volgarmente detta piazza Tien An Men. Prese a destra, per il viale della Bruttezza Abitabile. Tenevo le redini con una mano. L'altra mano si abbandonava a un'esegesi della mia immensità interiore, carezzando ora il dorso del cavallo, ora il cielo di Pechino”.

I versi sono di Amélie Nothomb, scrittrice francese protagonista del romanzo Sabotaggio d’amore (Ed. Guanda) in cui racconta la sua vita di bambina a Pechino nel ghetto di San Li Tun, dove i figli dei diplomatici stranieri (come lei) sono confinati e mettono in scena un "conflitto mondiale" con inseguimenti, scontri, catture e torture. Da una parte la banda dei francesi e dei loro alleati, dall’altra i tedeschi dell'est.

Un modo forse un po’ brusco ma a suo modo efficace per affacciarsi nel cuore di Pechino, della Città proibita, e sentirla subito addosso.

La città è sinonimo di storia, arte, cultura. E per l’occidente, anche di un mondo lontano, diverso, dove la dittatura comunista ha segnato intere generazioni. E continua a farlo.

Sono gli anni ‘60 e la giovane francese Sabine Rolland arriva a Pechino per insegnare nella scuola di lingue straniere. È lì che incontra e si innamora del collega Yi Mong che ha appena finito di scontare tre anni di carcere perchè giudicato controrivoluzionario dal partito, per il solo fatto di amare la poesia, la letteratura e la musica. Siamo tra le pagine del romanzo di Shen Dali, Gli amanti del lago sotto il sole di Mao (Ed. Spirali), dove la città, i suoi viali e vicoli, fanno da sfondo alla complessa storia d’amore.

Nella Pechino del dopo Tiananmen vive invece Chun Shu, autrice e protagonista di La ragazza di Pechino (Ed. Tea), romanzo autobiografico in cui a 17 anni la giovane sente sulla propria pelle le contraddizioni e le difficoltà di una generazione che cerca nuovi valori cui ispirarsi, che crede nella musica rock come via verso l’emancipazione (ma resterà delusa), che vive le sue prime esperienze sessuali e che tormentata da tutte le limitazioni imposte dalla società, dalla scuola e dalla famiglia, rischia di impazzire.

In Pechino. Ultimi sguardi sulla città antica (Ed. Fbe) Charles Chauderlot e Lao Shé invece ci presentano la città con un mix affascinante: l’analisi di Chauderlot, appassionato testimone dei cambiamenti del tessuto urbano che solca strade e quartieri, disegna le costruzioni tradizionali prima che vengano demolite per conservare le tracce della bellezza della vecchia città, e la voce letteraria di Shé con gli estratti dei suoi romanzi in cui descrive Pechino e i suoi abitanti.

Un’analoga vena descrittiva di quello che Pechino rappresenta si trova in questi versi:
Dalle parti della Torre del Tamburo, in quel dedalo di vicoli, slarghi e piazzette dove, nelle sere d'estate, gli abitanti prendono il fresco sui marciapiedi, mi è capitata una cosa molto strana, anzi, più che strana, direi inquietante, angosciante, addirittura paurosa. Mi è capitata, dicevo, ed era pochi mesi fa, in pieno agosto, mentre mi riempivo la pancia di croccanti jiaozi imbottiti di carne tritata di maiale e minuscoli gamberetti, una vera delizia!

Sono l'incipit di “Dalle parti della Torre del Tamburo” di Isaia Iannaccone, uno dei racconti di Accadde a Pechino (Ed. Istituto Italiano di Cultura), il doppio volume, pubblicato in italiano e cinese, che contiene racconti ambientati soprattutto a Pechino e scritti da Piero Colaprico, Danila Comastri Montanari, Giancarlo De Cataldo, Giorgio Faletti, Marcello Fois, Isaia Iannaccone, Carlo Lucarelli, Bruno Morchio, Margherita Oggero, Alberto Toso Fei oltre che da quattro autori cinesi, Feng Hua, He Jiahong, Nanpai Sanshu e Qiu Xiaolong.

Brevi testi in cui ciascuno di loro ha interpretato a modo suo la città delle ombre, capace comunque di sorprendere.
Verso sera si era alzato il vento. Le lanterne rosse ondeggiavano e le fronde del grande cedro piantato davanti all'hotel si agitavano sul muro della stanza. "Ombre cinesi", pensavo tra me, sdraiato sul letto nella semioscurità. Ombre arruffate come quel caso, che avevo accettato di malavoglia e del quale non sarei mai venuto a capo. Era ottobre inoltrato e anche a Pechino la lunga coda dell'estate stava per esaurirsi”. (Bruno Morchio in "Gli uccelli di Pechino")

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I LIBRI CONSIGLIATI
AA.VV., Accadde a Pechino, Istituto italiano di cultura
C. Chauderlot e Lao Shé, Pechino. Ultimi sguardi sulla città antica, Fbe
Shen Dali, Gli amanti del lago sotto il sole di Mao, Spirali
A. Nothomb, Sabotaggio d’amore, Guanda
C. Shun, La ragazza di Pechino, Tea

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