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"Olivia ovvero la lista dei sogni possibili" di Paola Calvetti

Nel libro della scrittrice milanese una storia di perdita del lavoro e di nuovi incontri, all'insegna della serendipità, quella sensazione di euforia che si prova quando si scopre una cosa imprevista mentre se ne sta cercando un'altra

Olivia ovvero la lista dei sogni possibili

Particolare della copertina di "Olivia ovvero la lista dei sogni possibili" (Mondadori)

Apro il risguardo di copertina del libro intonso che ho oggi sul comodino e leggo: "a pochi giorni dal Natale, Olivia - la poco più che trentenne protagonista di questo romanzo - viene licenziata. O meglio: non viene licenziata perché non è mai stata assunta".

O mamma, penso un po' angosciata, un'altra storia estrapolata dalla quotidianità di crisi, licenziamenti, perdite di lavoro, amarezza, paure, ansie... E invece Olivia ovvero la lista dei sogni possibili di Paola Calvetti (edito da Mondadori, pagg. 181) sembra essere qualcosa di diverso: un messaggio positivo e di speranza nel panorama grigio dell'attualità tribolata.

Perché Olivia, sola in un bar tabacchi dove fa liste sulle nuove possibilità da sfruttare e rovista tra i ricordi dell'ufficio appena lasciato, tramite gli stratagemmi che la nonna le ha insegnato per affrontare le difficoltà e i personaggi buffi che popolano quel provvisorio rifugio, si accorge che le cose migliori succedono sempre quando ci si rinuncia.

"Nonnina, dove sei finita? Nonnina, mi sembra di sentire la tua  voce che sussurra: 'Le parole devono cadere come gocce, Olivia mia. Mai  sbavare sul piattino'. Nonna, non mollarmi almeno tu", leggo.

E più avanti. "Più passano le ore e più mi accorgo che in effetti non si tratta solo di una questione di lavoro, ma piuttosto del mio 'posto nel mondo', che non so più qual è né ho idea di dove andarmelo a cercare".

La scrittrice milanese rispolvera anche il caro termine serendipità coniato dallo scrittore Horace Walpole (e che deriva da Serendip, l'antico nome persiano dello Sri Lanka, e dalla fiaba persiana Tre prìncipi di Serendippo), ovvero quella sensazione di euforia che si prova quando si scopre una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un'altra. Perché ecco che nella giornata di Olivia irrompono i passi di Diego, che "ha la faccia di uno che è capitato nella festa sbagliata, uno che ha sbagliato citofono, piano, condominio".

Sfogliando tra le pagine finali estrapolo: "Ci sono istanti nella vita in cui tutto cambia. Istanti in cui succede qualcosa che modifica radicalmente tutto quello che è esistito fino all'attimo che li ha preceduti".

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