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Libri

Niall Leonard, 50 sfumature di un marito

Sua moglie è l’autrice del bestseller sadomaso dell’anno, lui esordisce con un poliziesco e ha scritto questo articolo per raccontare la sua vita coniugale. Prima e dopo il successo

di Niall Leonard

Se entrando in una libreria riuscite a farvi largo tra le pile vacillanti di libri della trilogia delle Cinquante sfumature di E.L. James, potreste imbattervi in un nuovo e sottile romanzo poliziesco: Crusher. Quel libro è il mio. Critici perspicaci hanno notato che il padre dell’eroe, Maguire, è un esasperato cronista irlandese che si rode d’invidia nei confronti dei propri pari. Quello devi essere tu, insistono. Quale moderno romanziere non prova invidia per E.L. James, la dirigente televisiva sulla quarantina, con due figli, che ha venduto più libri di Dan Brown e Stieg Larsson, gonfiando il volume di vendite delle librerie di tutto il Regno Unito e lasciando uomini di tutto il mondo a implorare per meno sesso e più ore di sonno?

Il mio libro è un giallo crudelmente realistico su un delitto metropolitano, mentre i tre volumi delle Cinquanta sfumature... sono una storia fantastica, romantica ed erotica che io non sarei stato capace di scrivere nemmeno per sogno. Sono il bastardo meno romantico che sia mai esistito, chiedetelo a mia moglie Erika, alias E.L. James. Per il nostro primo Natale insieme, le ho comprato un apriscatole e la mia prima esperienza di sesso da pervertito è stato il suo tentativo di possedermi con quell’arnese.

Entrambi i nostri libri sono nati dalle nostre frustrazioni. Io ho lavorato nel settore delle sceneggiature televisive per oltre vent’anni, il che mi ha consentito di vivere decorosamente, ma mi stavo stancando di vedere le mie idee migliori sciupate e sputate fuori dalla macchina (televisiva). Erika lavorava in tv come capo della produzione ed era bravissima nel suo lavoro, ma mai veramente felice.

Quando, alla fine del 2008, vide il primo film della saga di Twilight, divorò i libri tutti d’un colpo e improvvisamente capì cosa voleva fare davvero: scrivere dei romanzi tutti suoi. Così andammo a comprare una scrivania per lei, si sedette, iniziò a scrivere e produsse due romanzi sfruttando ogni minuto libero del suo tempo.

Se lei era felice, io ne ero contentissimo. Riuscii finalmente a guardare le serie televisive I Sopranos e The Wire una dopo l’altra, senza che nessuno si lamentasse per la violenza e lo slang incomprensibile.

Erika scoprì il forum Fanfiction.net e iniziò a proporre storie con uno username, "Snowqueens Icedragon". Quando s’inventò la saga che sarebbe diventata Cinquanta sfumature di Grigio, iniziò ad attirare un pubblico di fanatici per le scene di sesso spinto e i finali mozzafiato. Scriveva un capitolo alla settimana e io correggevo le bozze, verificando l’ortografia, aggiungendo e togliendo le virgole e proponendo, di tanto in tanto, un ritocco, se pensavo che il senso non fosse chiaro. Ci eravamo giurati che non avremmo mai lavorato insieme in tv, anche se una sera a settimana ci sedevamo insieme davanti al suo portatile e ultimavamo l’episodio più recente; in qualche modo ce l’abbiamo fatta per 18 mesi senza mai sbranarci. Una volta litigammo, io scappai  senza finire il capitolo, ma lei lo pubblicò ugualmente. Se qualche virgola non era al posto giusto, nessuno se ne accorse.

Non ho mai realmente invidiato Erika perché stava pubblicando un romanzo. All’epoca Cinquanta sfumature di Grigio era a malapena conosciuto, però mi infastidiva vedere come si divertiva a scriverlo: per cui decisi di scriverne uno mio.

Nel frattempo Erika aveva pubblicato i primi due volumi della trilogia di Cinquanta sfumature... con un piccolo editore australiano. Provai una sensazione di panico quando mi disse che avrebbe rinunciato al suo impiego, visto che era l’unica di noi due ad avere un reddito fisso: desiderava continuare a concentrarsi sui romanzi di cui vendeva qualche centinaio di copie a settimana. Ho pensato che, dopotutto, avremmo dovuto essere a posto per sei mesi e che probabilmente io, nel frattempo, avrei portato a termine un episodio di qualche racconto.

Nessuno al mondo avrebbe mai potuto immaginare come se la sarebbe cavata in libreria un libro come Cinquanta sfumature. All’inizio correvano voci su Twitter che le mamme americane si scambiavano copie del libro davanti ai cancelli delle scuole e sugli spalti dei campi da calcio dove giocavano i loro bambini. Tutto ciò era piacevole ma ci sembrava anche un po’ indecente: in ogni caso nulla per cui agitarsi.

Successivamente, la sera di Capodanno del 2011, arrivarono due messaggi distinti da Hollywood: alcuni produttori ci chiedevano informazioni in merito ai diritti sul film, mentre una recensione di un lettore su Amazon accennava al fatto che ogni donna newyorkese leggesse il libro dalla parrucchiera o ne parlasse. Ci siamo guardati e abbiamo pensato: «Accidenti».

Per tutto il mese di gennaio e febbraio, le vendite sono aumentate a un ritmo assurdo, incredibile. Il libro è schizzato in vetta alla classifica di Amazon della letteratura erotica, poi a quella dei libri di narrativa, per poi entrare nell’elenco dei libri più venduti del New York Times e continuare a scalare le classifiche. Ricevevamo email in cui chiedevano il nome del genio responsabile della campagna di marketing di Erika, ma in realtà non vi era alcuna campagna di marketing. A eccezione di alcuni blog di libri, era tutto basato sul passaparola. Di fatto, Erika stava rifiutando gli inviti per qualche apparizione alla tv americana per le quali qualsiasi agente pubblicitario avrebbe fatto pazzie.

Ma dopo avere lavorato per oltre vent’anni in quel settore, la televisione non esercitava alcun fascino su di lei e i suoi libri si vendevano benissimo senza: il primo editore non riusciva a soddisfare la richiesta e le librerie esaurivano costantemente le copie. Persino la Random House, quando subentrò come editore, riusciva a malapena a stare al passo. Le donne acquistavano sei copie del libro alla volta per regalarle alle amiche. Ogni settimana ricevevamo i resoconti di altri record di vendite battuti da Erika e ce ne stavamo seduti nella nostra cucina malandata di Brentford cercando di capire tutto ciò.

A giugno la carta cominciò a scarseggiare negli Stati Uniti e le segherie del Canada dovettero riassumere i lavoratori che avevano lasciato a casa. Uno tsunami, una valanga. Ho persino smesso di cercare metafore che potessero calzare per questo fenomeno. E tutto questo è avvenuto perché Erika ha iniziato a scrivere Cinquanta sfumature... per divertirsi e fare divertire alcuni amici online. Non ha mai immaginato che questo libro e poi tutta la trilogia sarebbero diventati dei bestseller, né tanto meno un evento epocale nell’editoria.

Le nostre famiglie e i nostri amici erano entusiasti, orgogliosi e meravigliati, proprio come noi. Ben presto ci siamo resi conto che tutti nella nostra strada e, alla fine, nell’intero quartiere sapevano perfettamente chi si nascondesse sotto lo pseudonimo di E.L. James. Tutti gli abitanti del quartiere sono stati molto cortesi e ne hanno parlato pochissimo, a eccezione di qualche occasionale e gentile richiesta a Erika per farsi autografare un libro. Spesso i giornalisti chiedono se i fan si fanno vedere sulla porta di casa per porre stupide domande. Loro no, ma i loro colleghi giornalisti sì: chiedono se abbiamo una stanza dei giochi? Oppure una "stanza rossa delle torture"? Forse. E forse c’è una piattaforma per elicotteri sul tetto nel caso in cui Christian Grey dovesse venire qui per un giochetto sadomaso.

Cinquanta sfumature di Grigio è una storia inventata. Molti giornalisti hanno dimenticato che cosa significa? Danno forse la caccia a J.K. Rowling per la strada sfidandola a usare il suo incantesimo Abracadabra? Chiedono forse a Hilary Mantel quanti adulatori ha decapitato?

Nel bel mezzo di tutto questo furore, mentre eravamo sotto i riflettori dei media e io mi stavo abituando alla mia nuova carriera di portaborse di mia moglie Erika in giro per il mondo negli aeroporti, il mio agente ha inviato il manoscritto di Crusher a un editore e anche il mio libro è stato pubblicato. Così, oggi, ci sono due romanzieri in questa casa. Sarebbe bello farci ritrarre ai lati opposti della stessa scrivania, come Harold Pinter e Antonia Fraser, ma nel nostro caso è probabilmente meglio rimanere alla larga dai nostri lanci di piatti. Io lavoro nel mio capanno, Erika lavora alla sua scrivania e ci vediamo in cucina per pranzo, per cena oppure per una pausa caffè. In questo momento siamo entrambi freelance e anche le nostre giornate sono molto meno prevedibili, ma non è cambiato granché. I cronisti possono anche inventare cifre assurde per le royalty e sottintendere che passiamo i nostri pomeriggi in una piscina a sfioro con delfini ammaestrati che ci servono calici di champagne ghiacciato, ma nella vita reale bisogna portare a spasso il cane, dare da mangiare ai bambini e portarli avanti e indietro, si aspettano i risultati degli esami, i parenti invecchiano e c’è il prossimo romanzo per il quale preoccuparsi.

Certo, quando Cinquanta sfumature di Grigio è salito in vetta alla classifica dei libri più venduti del New York Times, abbiamo cambiato la nostra vecchia Honda puzzolente con una grande e lucente Volkswagen, ma questo è più o meno tutto. E anche se la porta del forno si è staccata, potremo riparare la nostra cucina malandata al più presto.

Qualche vecchio e cinico cronista, borbotterebbe che il mio romanzo sta attirando l’attenzione perché io sono Mr E.L. James. Sì, naturalmente è così. Tuttavia, come la maggior parte dei romanzieri, difficilmente rifiuterò la pubblicità, non sono un masochista. E questo è anche tutto ciò che dirò sulla nostra vita sessuale.
© Guardian.co.uk (traduzione Studio Brindani)

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