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È morto Giorgio Faletti

Lo scrittore e cabarettista aveva 63 anni. Su Facebook aveva scritto: "La certezza può essere dolore. L'incertezza è pura agonia"  - "Si diventa scrittori quando non si fa più ridere la gente"  -  Profilo d'artista  - Le foto - Tre libri per ricordarlo

Credits: Diritti Mondadori Giorgio Faletti nel film Notte prima degli esami (2006) – Credits: Diritti Mondadori

Se ne è andato questa mattina Giorgio Faletti, aveva 63 anni. Era uno scrittore prima di tutto, perché scrittore si sentiva. Anche se la sua vita d'artista gli aveva assegnato ruoli diversi, come quello di attore  e paroliere di canzoni, e ancora prima di comico televisivo. Con quei passaggi a "Drive In"  che ne hanno segnato la carriera, rendendolo famoso al grande pubblico. Ma anche facendo storcere il naso a molta critica quando, finalmente nel 2002, uscì con il suo primo vero libro: un romanzo, un thriller: Io uccido. Un libro che vende milioni di copie e lo rende uno scrittore popolare, come pochi riescono a esserlo in Italia.

La morte di Faletti, che era in ospedale da alcuni giorni, ha colto tutti di sorpresa e da questa mattina il web si è riempito di rievocazioni, citazioni, ricordi - soprattutto del Faletti televisivo.

Tra i primi a dare conto della scomparsa, Mario Calabresi in questo in un tweet:

 

Scrittore, cantante, paroliere, compositore, sceneggiatore e comico: una figura davvero poliedrica del panorama artistico italiano.

Nel suo sito ufficiale si legge sotto l'annuncio degli spettacoli annullati:

“Cari amici,
purtroppo a volte l’età, portatrice di acciacchi, è nemica della gioia.
Ho dovuto a malincuore rinunciare alla pur breve tournée per motivi di salute legati principalmente alle condizioni precarie della mia schiena, che mi impedisce di sostenere la durata dello spettacolo.
Mi piange davvero il cuore perché incontrare degli amici come voi è ogni volta un piccolo prodigio che si ripete e che ogni volta mi inorgoglisce e mi commuove.
Un abbraccio di cuore.”

Giorgio

Ma era un arrivederci. Ora è un addio.

L'ultimo post sul profile Facebook di Giorgio Faletti invece diceva:

 "A volte immaginare la verità è molto peggio che sapere una brutta verità. La certezza può essere dolore. L'incertezza è pura agonia".

Leggi anche:

PROFILO D'ARTISTA

- TRE LIBRI PER RICORDARLO

- LE FOTO

- "Si diventa scrittori quando non si fa più ridere la gente"  - un'intervista a Panorama.it del 2012 

Chi era Giorgio Faletti

Laurea in legge ma il suo pensiero fisso era la scrittura, l'arte delle parole e l'arte della pittura, e con una vena di comicità che gli aveva attirato tante simpatie ma anche critiche.

Giorgio Faletti era nato ad Asti il 25 novembre 1950. Laureato in giurisprudenza, inizia la carriera come cabarettista nel locale milanese Derby negli anni Settanta, il periodo in cui sul palco del locale circolano anche Diego Abatantuono, Teo Teocoli, Massimo Boldi, Paolo Rossi e Francesco Salvi.

In televisione approda ad Antenna 3 e nel 1983 partecipa al fianco di Raffaella Carra' in "Pronto Raffaella". Due anni dopo è uno dei personaggi di "Drive In", programma televisivo di Antonio Ricci. Il suo personaggio piu' famoso è Vito Catozzo, ma interpreta anche altri personaggi come Carlino, Suor Daliso, il testimone di Bagnacavallo. Poco dopo e' a fianco di Zuzzurro e Gaspare in "Emilio" dove crea il personaggio Franco Tamburini, stilista di Abbiategrasso.

Nel suo percorso televisivo anche "Fantastico" nel 1990 al fianco di Pippo Baudo, Marisa Laurito e Jovanotti e, successivamente, a "Stasera mi butto... e tre!" con Toto Cutugno. Intanto si era avvicinato alla musica e nel 1988 pubblica il mini-album "Colletti bianchi", colonna sonora del telefilm omonimo che lo vede fra i protagonisti. Nel 1991 esce "Disperato ma non serio", disco che contiene tra le altre canzoni "Ulula", risultando uno dei brani piu' trasmessi in radio nell'estate 1991. Sempre quell'anno scrive per Mina che canta una sua composizione, "Traditore", e la include nell'album "Caterpillar".

Nel 1992 Faletti è sul palco del Festival di Sanremo in coppia con Orietta Berti con la canzone "Rumba di Tango", inserita poi nel suo terzo album "Condannato a ridere". Nel 1994 ritorna a Sanremo, dove con "Signor Tenente", brano ispirato alle stragi di Capaci e di via D'Amelio, si classifica al secondo posto, sfiorando la vittoria davvero per una manciata di voti, e si aggiudica anche il Premio della critica.

Il brano è inserito nell'album "Come un cartone animato" prodotto da Danilo Amerio e premiato con un disco di platino. Nel 1995 ancora al Festival, dove canta "L'assurdo mestiere", quasi una preghiera-ringraziamento al Signore, ed emerge una vena malinconica e riflessiva. In quello stesso Festival e' autore della canzone "Giovane vecchio cuore" cantata da Gigliola Cinquetti.

L'album omonimo del 1995, "L'assurdo mestiere", vince il Premio Rino Gaetano per la parte letteraria delle canzoni. Scrive canzoni anche per Fiordaliso (Mascalzone), due canzoni dell'album "Camminando camminando" (1996), e tutto l'album "Il dito e la luna" (1998), entrambi di Angelo Branduardi. Di quest'ultimo album fa parte "Il giocatore di biliardo", uno dei più recenti successi di Branduardi. Nel 2000 pubblica per NAR "International Nonsense".

Faletti non rimuove però le sue origini di attore comico e pubblica il libro "Porco mondo che ciò sotto i piedi" (edito da Baldini e Castoldi), dove narra le gesta del suo personaggio più celebre, Vito Catozzo, e mette in scena lo spettacolo teatrale "Tourdeforce" mescolando l'umorismo e la caratterizzazione dei personaggi alla canzone d'autore.

Nel 2002 Giorgio Faletti sorprende la critica pubblicando il suo primo thriller, "Io uccido": il libro vende oltre quattro milioni di copie.

Alla fine dello stesso anno è però vittima di un ictus che fortunatamente riesce a superare senza conseguenze serie. Nel 2004 esce il secondo romanzo, "Niente di vero tranne gli occhi", e anche in questo caso le vendite schizzano, e superano i tre milioni e mezzo di copie. "Uno come Faletti dalle mie parti si definisce "larger than life", uno che diventerà leggenda", certifica Jeffery Deaver, maestro del thriller.

Nel 2005 Faletti è stato testimonial per una campagna per la tutela del diritto d'autore. Nel novembre dello stesso anno riceve dal presidente della Repubblica il Premio De Sica per la Letteratura. Sempre quell'anno vince il 'Premio letterario La Tore isola d'Elba', in seguito assegnato tra gli altri a Camilleri, Vitali, Volo e Cazzullo. Nel 2006 l'attore Faletti e' in "Notte prima degli esami", nel ruolo del prof. Antonio Martinelli, spietato docente di lettere, che alla fine stringe un forte legame col protagonista Luca.

Una interpretazione che riceve la nomination al David di Donatello come migliore attore non protagonista. Appare anche all'inizio di "Notte prima degli esami - Oggi", del 2007, in riferimento al primo film. Nell'ottobre 2006 pubblica "Fuori da un evidente destino" (Baldini Castoldi Dalai editore), ambientato in Arizona e in cui tra i protagonisti vi sono gli indiani Navajos, ai quali il romanzo è dedicato. Gia' mesi prima dell'uscita del libro, Dino De Laurentiis ha acquistato i diritti per realizzarne un film. (AGI)

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