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"I morti tornano" di Luigi Natoli, scrittore dimenticato

Mai ripubblicato dopo il 1950, è in libreria grazie alla Dario Flaccovio Editore. Una storia di intrighi e sentimenti durante l'epidemia di colera che flagellò Palermo nell'800

Particolare della copertina de "I morti tornano" – Credits: Dario Flaccovio Editore

Mai ripubblicato dopo il 1950, I morti tornano di Luigi Natoli è di nuovo in libreria con Dario Flaccovio Editore. Casa editrice attenta a temi inesplorati e a testi tecnici utili per i professionisti, si occupa anche di libri sulla Sicilia e particolarmente su Palermo, con taglio specificatamente artistico ed architettonico, ma anche con uno sguardo al folclore dell'isola.

Proprio a Palermo nacque e morì Natoli (1857-1941), figlio di una famiglia di ferventi valori risorgimentali, che patì anche il carcere per aver accolto con la camicia rossa (la mamma la mise anche lui di soli 3 anni) l'entrata di Garibaldi in Sicilia. I beni di famiglia vennero confiscati e distrutti. Forse anche per questa esperienza, Natoli crebbe credendo fermamente nella libertà di pensiero e non ebbe attaccamento a beni materiali. Fu così che i suoi figli, pur uniti dalla stessa formazione, durante il fascismo finirono uno per aderirvi, l'altro per essere fervente antifascista. A Natoli padre, invece, il rifiuto opposto a Mussolini e al regime costò la messa all'indice di alcuni libri e l'allontanamento dalla professione di insegnante.
Nel suo testamento scrisse: "Dal mio lavoro non cercai la parte commerciale, ma solo la gioia che mi procurava".

Autore dimenticato, realizzò oltre una ventina di romanzi d'appendice ambientati in Sicilia e pubblicati a puntate su testate come Il Giornale di Sicilia e Il giornalino della Domenica. Laico e anticlericale, lavorò alacremente - anche per via della famiglia molto numerosa -, coltivando intanto la sua passione per la cultura e la storia, soprattutto quella siciliana, frequentando costantemente archivi storici e biblioteche.

Definito "l'ultimo degli scrittori tipicamente popolari", il suo romanzo più famoso è I Beati Paoli, in cui alcuni hanno visto i progenitori dell'attuale mafia. L'intenso studio della storia della Sicilia e delle sue travagliate vicissitudini gli fece maturare un sentimento profondo verso la sua terra che permea tutta la sua scrittura.

Firmato con il suo pseudonimo ricorrente di William Galt (l'altro usato era Maurus), I morti tornano fu completato da Luigi Natoli nel 1931. È ambientato nel 1800, durante l'epidemia di colera che flagella Palermo. Per tentare di sfuggire al contagio, due famiglie dai solidi principi religiosi e morali, almeno in apparenza, quella di Giovanni e Rosalia e quella di Andrea e Carlotta, si rifugiano a Mezzomonreale e si trovano a convivere nella stessa casa. Inevitabile fa capolino l'imprevisto: l'uomo dell'una insidia la donna dell'amico la quale, pur se riluttante, cede alle lusinghe. La vendetta che ne scaturisce e l'aggrovigliarsi dei fili del destino danno corpo a una storia che travolge cose e persone in un susseguirsi di sentimenti e situazioni sempre più intricati. 

I morti tornano
di Luigi Natoli
Dario Flaccovio Editore, 2014
288 pagg., 15 euro

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