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Libri

Montanelli, Scalfari, Biagi: 3 libri per conoscerli davvero

Rizzoli pubblica le lettere private del giornalista toscano, Bice e Carla Biagi raccontano come era "papà Enzo", mentre Mondadori dedica un Meridiano al fondatore di Repubblica

Indro Montanelli (Credits: Ansa/ Silvi)

È stato il giornalista italiano del Novecento per antonomasia. Per capacità di scrittura, nitida, fluente, eufonica. Per spirito d’osservazione e volontà di porsi controcorrente, anche compiendo scelte che negli ultimi anni della sua vita lo avrebbero consegnato, suo malgrado, a polemiche risibili e strumentali.

Formidabile ritrattista, apprezzatissimo divulgatore, corsivista di rara efficacia narrativa, a più di dieci anni dalla sua morte Indro Montanelli continua a essere ricordato. A rinverdirne la memoria, riconsegnando un tassello non secondario della sua vita pubblica e delle sue confidenze private, è ora l’epistolario da poco pubblicato da Rizzoli. Si intitola Nella mia lunga e tormentata esistenza ed è stato curato da Paolo Di Paolo, che negli anni scorsi aveva già compulsato il meglio della produzione montanelliana condensandola in una bella antologia (La mia eredità sono io , Bur).

Le lettere raccolte sono tantissime. Sono quasi tutte scritte da Montanelli in forma privata e sono in gran parte inedite, se si eccettua qualcuna pubblicata negli anni scorsi e se si esclude l’ultima sezione dedicata alla Stanza che il giornalista fucecchese tenne nell’ultimo scorcio della sua vita sulle pagine del Corriere della sera.

La scelta di Di Paolo restituisce un personaggio molto più complesso dell’oleografia consegnataci da qualche zelante epitaffista contemporaneo. Si ritrova il senso di lealtà cavallaresco e la sua fedeltà alle amicizie, certo. Ma si rintraccia pure, inaspettata e a suo modo sorprendente, una certa attrazione verso la società letteraria e verso i suoi premi (come quando scrive all’amico libraio Branduani di dirgli “in via riservatissima se il mio libro ha probabilità per il Bagutta”).

Vi è la conferma dell’indipendenza giornalistica, difesa sempre in modo netto e brutale (palmari le lettere indirizzate a Giulia Maria Crespi, negli anni Settanta tra i proprietari del quotidiano milanese), ma tra una pagina e l’altra sbuca fuori anche qualche querula recriminazione di un giovane Montanelli per la scarsa attenzione che i suoi libri ricevono sulle pagine del giornalone lombardo. E poi gli amori, le amicizie, i rapporti coi politici, gli scrittori, i colleghi e gli imprenditori.

Per questo Nella mia lunga e tormentata esistenza si candida davvero ad essere uno dei libri più preziosi di Montanelli. Forse il più autentico e completo, senz’altro il più complesso. Ad ogni modo, l’unico rimasto inedito.

Ispirato invece tutto a una dimensione di diario pubblico è la Passione dell’etica , il Meridiano che la Mondadori ha deciso di dedicare a un altro grande protagonista del giornalismo italiano del Novecento, Eugenio Scalfari. Raccoglie il meglio degli scritti giornalistici degli ultimi cinquant’anni (dal 1963 al 2012) e sei tra i suoi libri e romanzi più noti (da La ruga sulla fronte a Scuote l’anima mia Eros).

Tutto il contrario di ciò che accade nel ritratto intimista e familiare che le figlie Bice e Carla fanno del padre Enzo e della famiglia in Casa Biagi (Rizzoli). “Una storia familiare”, recita il sottotitolo, che si intreccia con la vita pubblica e le esperienze professionali di un altro dei pesi massimi della tv e della carta stampata italiana.

I libri:

Indro Montanelli, Nella mia lunga e tormentata esistenza , Rizzoli

Eugenio Scalfari, La passsione dell’etica, Mondadori

Bice e Carla Biagi, Casa Biagi , Rizzoli

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