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Michael Cunningham, "La regina delle nevi"

Il nuovo romanzo spiegato dall'autore

Lo scrittore Michael Cunningham – Credits: ufficio stampa

Si intitola La regina delle nevi il nuovo romanzo di Michael Cunningham, secondo la severa Michiko Kakutani del New York Times, il suo libro migliore. Una storia densa, che affronta temi estremamente attuali, dalla famiglia alla coppia, alla malattia fino alla realizzazione personale, con un tocco fiabesco, calato ogni volta nel contemporaneo. Il titolo infatti è lo stesso della famosa favola di Hans Christian Andersen . "Non è una riscrittura e nemmeno un tributo", spiega Cunningham, "Ma quella fiaba ha un elemento che mi ha affascinato: il punto di vista. La storia di un ragazzino che a causa di un frammento di cristallo che entra nel suo occhio e nel suo cuore, vede il mondo in maniera diversa, pensando che quella desolazione sia il reale".

Il romanzo, ambientato nel novembre 2004 mentre sono in corso le elezioni, inizia con una visione. Barrett Meeks, appena lasciato dall'ennesimo fidanzato, sta camminando per Central Park quando all’improvviso sente di dover guardare verso il cielo; lassù vede una luce pallida, evanescente, che sembra illuminare proprio lui con un’aura quasi divina. Allo stesso tempo, nel più modesto quartiere di Bushwick, a Brooklyn, il fratello Tyler, un musicista ancora in cerca del successo, sta tentando di scrivere una canzone per la sua fidanzata Beth, malata terminale. Beth è la regina delle nevi e da parte sua cerca di affrontare la mortalità con tutto il coraggio che riesce a racimolare. Cunningham segue le loro vicende, con una tensione verso la trascendenza.

Ecco come l'autore racconta il suo libro, in quattro punti.

Storia e fantasia. "Il fantastico penetra nella vita dei protagonisti del romanzo, ma non è mai incredibile: le vicende restano sempre agganciate alla realtà. D'altra parte io sono uno scrittore che scrive della sua personale esperienza".

Gli Stati Uniti. "Il libro comincia con la rielezione di Bush e finisce con l'elezione di Obama. Ero affascinato dai fatti e intento a capire come l'America abbia potuto rieleggere il peggior presidente della sua storia e solo quattro anni dopo un afroamericano di evidente intelligenza".

Il cancro. "La malattia è prima di tutto nella mente del malato. E lo stato di morente diventa un ruolo fondamentale per chi lo sta vivendo: definisce il suo posto nella società. In questo senso, la malattia è il potere magico di Beth, la protagonista femminile e a tutti gli effetti la Regina delle Nevi".

La creatività. "I due ragazzi, Tyler e Barrett, sono in uno stallo creativo. In quel limbo tra l'ideazione e la realizzazione. Parallelamente, Beth, nel suo oscillare tra guarigione e malattia, incarna l'unione tra amore e morte: è una musa ispiratrice. L'ironia è che Tyler riesce finalmente a comporre la canzone che vuole donarle solo dopo la sua morte..."

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Michael Cunningham, La Regina delle Nevi, Bompiani, 286 pagine, 17 euro.

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