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'Maledetta primavera' di Paolo Cammilli, amori e ossessioni di periferia

Il romanzo d'esordio dello scrittore racconta una storia di passioni ambientata ai confini di Milano

maledetta primavera

Un dettaglio della copertina – Credits: Newton Compton

Uscito in sordina, poco pubblicizzato, Maledetta primavera di Paolo Cammilli (Newton Compton) sta avendo un buon successo spinto dal web. Il romanzo racconta di periferia, passioni e sangue, con stile leggero e colloquiale (forse a volte troppo). Ambisce a ricalcare le dinamiche dei libri di Federico Moccia e a conquistare i cuori del pubblico giovane.

Ambientato a Settimo Naviglio, nell'hinterland di Milano, ruota intorno a una 'tresca' fra due ragazze, Ginevra e Carlotta, e un trentacinquenne un po' sfatto, Fabrizio Montagnèr. Nella noia e nel grigiore i tre si incrociano e scatta la scintilla. Amore, traumisepolti nel passato che ritornano, amicizie che si rompono, segreti inconfessabili: i tre protagonisti scherzano col fuoco e rimangono scottati, presi da tutti gli ingredienti che sono ormai la chiave per i romanzi di questo genere.

Sangue e desiderio, tenerezze e ossessioni, vendetta e dolcezza: Cammilli, quarantenne fiorentino al suo primo romanzo, si destreggia con sapienza nel mood emotional. Racconta una storia abbastanza avvincente da seguire, piuttosto che dipingere un affresco del nostro paese (in cui tutto è spettacolo), come vorrebbe. Maledetta primavera scorre via facile, come questo passaggio eloquente sullo stile:

“In un batter d'occhio prese due Aulin per mandar via l'emicrania, una compressa di Maalox Plus per proteggere lo stomaco dall'Aulin e tre gocce di Guttalax per combattere l'azione costipante del Maalox”.

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