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Libri e copertine: per Ponte alle Grazie arriva la collana "Scrittori"

Quando nasce una nuova collana è sempre un momento importante per una casa editrice. Parte oggi “Scrittori” la nuova collana di Ponte alle Grazie, voluta fortemente dal direttore editoriale Luigi Spagnol e dai due editor della casa editrice Cristina Palomba e Vincenzo Ostuni.

Pugno Head

Quando nasce una nuova collana è sempre un momento importante per una casa editrice. Si fanno bilanci, si ragiona sulla linea editoriale, si esamina il panorama letterario circostante e infine si sceglie. Parte oggi “Scrittori” la nuova collana di Ponte alle Grazie, voluta fortemente dal direttore editoriale Luigi Spagnol e dai due editor della casa editrice Cristina Palomba e Vincenzo Ostuni. Una collana che vuole essere di ricerca, accogliendo autori dai percorsi ibridi, trasversali. È il caso di Laura Pugno, scrittrice di prosa, teatro e poesia che inaugura la collana con un romanzo dal titolo Caccia . Seguiranno Juan Gabriel Vásquez (vincitore nel 2011 del premio Alfaguara), Goran Sorenberg, Andrés Neuman e Philippe Claudel.

Ma veniamo alla grafica curata, secondo quando indica il colophon, da Mr. Cream Book’s Design. Il prospetto si presenta diviso in tre sezioni: una prima fascia accoglie il nome della collana, la seconda una foto o illustrazione (molto bella quella di Maurizio Ceccato, che vedete anche in cima a questo articolo, per il volume della Pugno), la terza titolo autore e claim con una disposizione che il lettore avrà ormai imparato a riconoscere come propria delle fascette. Un’impostazione nel complesso molto diversa dall’immagine tradizionale della casa editrice che qui, a nostro parere, cerca una difficile mediazione fra una collana che aspira a farsi catalogo e un’estetica che non riesca impossibile collocare su un binario meno lontano dal mass market.

Un discorso a parte meritano i font: “Democratica ” per la titolazione, “Eidetic Neo ” per nome della collana e testi della quarta, entrambi prodotti della fonderia californiana Emigre. Scelte non semplici da decodificare a un primo sguardo, che rafforzano l’idea di una collana “di ricerca”. L’Eidetic Neo, in particolare, si presenta come un font particolarmente ibrido, con enormi differenze tra tondo (titolo) e corsivo (autore) tali da far pensare quasi a due linee di caratteri diverse. L’uso delle grazie, ad esempio: tanto tagliente e a volte irrazionale nel tondo (si veda la loro sovrabbondanza gratuita nella “h” e l’assurda economia nella “r”), quanto lezioso e ironico nel corsivo (molto gradevole in tutte le sue parti, tranne nell’illeggibile “s”).

Le idee sono molte e coerenti con l’intento della collana: letteratura “di scavo”, con un vestito per tutti, che aspiri a farsi classico. Ma il risultato finale, nella sua dissonanza, soffre in termini di continuità e impatto. Un progetto ambizioso, più che promettente dal punto di vista letterario, ma graficamente riuscito a metà.

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