Libri

Librerie indipendenti: il crowdfunding per rimanere a galla

Chiedere soldi a clienti e lettori. È la strategia messa in atto negli Stati Uniti, come racconta il New York Times

Un uomo davanti alla vetrina di una libreria in una foto d'epoca del 1965 (Credits: Keystone/Getty Images)

Per anni le librerie americane hanno inventato di tutto per cercare di contrastare l'avanzata di Amazon e di altri operatori dell'e-commerce come Overstock.com: apertura di bar, incontri con gli autori, vendita di gadget, cartoline, oggettistica. Ma niente. La crisi è pesantissima. E la tendenza a comprare online i libri e l'acquisto sempre crescente di e-book non ha lasciato tregua alle librerie (piccole e grandi) indipendenti.

L'American Booksellers Association, l'associazione di categoria, sostiene che negli ultimi dieci anni i soci sono scesi a 1.632 soci, 2.400 in meno rispetto al 2002.

E allora, nel 2013, l'ultima idea: chiedere donazioni, anche piccole, a lettori e clienti affezionati. Ovvero utilizzando quello strumento di finanziamento che si chiama crowdfunding.

Accade negli Stati Uniti d'America, ce ne parla il New York Times , ed è una storia di tentativi, di lotta contro la crisi in un settore tanto prestigioso quanto schiacciato dall'avanzare dell'era digitale.

La raccolta di donazioni non può essere certo la soluzione per contrastare Amazon da una parte o la potenza di fuoco di riconversioni (non sempre di successo) come quella di Barnes&Nobles che è ormai diventato un piccolo "supermercato" di oggetti tra cui si vendono anche i libri. Ma piace, commenta il New York Times, "dà ai clienti la sensazione di intervenire per una causa benefica e di salvaguardare un tesoro". E per chi non si trova proprio sull'orlo della bancarotta può servire a prendere fiato e a pensare alla riconversione in qualcosa di più business oriented.

E allora ecco le storie di Adobe Books, libreria di San Francisco che sul sito di crowdfunding Indiegogo.com ha raccolto 60 mila dollari a marzo, dopo l'incremento del canone di affitto del negozio e l'incubo della chiusura.

E poi c'è la libreria per bambini Spellbound di Asheville che ha racimolato più di 5 mila dollari quando ha fatto appello ai suoi clienti perché costretta a trasferirsi altrove.

Ancora: nel cuore di Manhattan, tra le vie che circondano il Flatiron, Books of Wonder ha raccolto più di 50 mila dollari grazie a una campagna online dopo la crisi che ne aveva dilapidato le casse.

Storie di imprenditoria che soffre. Ma che cerca, con la solidarietà di chi ha a cuore la cultura, di restare a galla.

-------------------

Leggi l'articolo integrale: To Stay Afloat, Bookstores Turn to Web Donors

Le indicazioni del Guardian su come fare a sopravvivere

© Riproduzione Riservata

Commenti