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"L'enigma di Leonardo", un appassionante giallo di Claudio Paglieri

In una Genova misteriosa, l'ispettore Luciani si mette sulle tracce di un ritratto legato a Leonardo Da Vinci

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Particolare della copertina de L'enigma di Leonardo, il nuovo giallo di Claudio Paglieri – Credits: Piemme

Mentre Inferno di Dan Brown il giorno dell’uscita faceva il suo prevedibile boom di vendite, in contemporanea spuntava in libreria un interessante giallo di Claudio Paglieri: L’enigma di Leonardo , edito da Piemme.

In questo romanzo, che con Dan Brown ha in comune solo l’aver scomodato il nome del nostrano genio rinascimentale e la data di pubblicazione, ritorna il commissario Marco Luciani, già incontrato negli altri tre lavori dello scrittore e giornalista genovese (La cacciatrice di teste , Il vicolo delle cause perse , Domenica nera , tutti per Piemme).

E come negli altri romanzi, è una Genova meravigliosamente oscura la città in cui è ambientata questa storia che si fa divorare, in un avvincente intreccio fra le indagini e le vicende sentimentali e famigliari del protagonista.

Il mistero parte dalle morti a breve distanza di tempo di un anziano conte e della sua badante polacca, accompagnate dalla sparizione di un antico ritratto che con ogni probabilità raffigura nientemeno che Leonardo Da Vinci; il prezioso oggetto apparteneva proprio al defunto. Il commissario Luciani si mette dunque al lavoro per risolvere l’enigma, ovviamente condito da un contorno di fatti e personaggi accessori che si integrano con armonia nella trama generale.

Oltre agli amori che tornano dal passato e a quelli nuovi, a colleghi più o meno capaci, a questioni tra bande di piccoli criminali, Luciani ha pure a che fare con il cosiddetto “imperatore” Alessandro, un frugoletto di pochi mesi apparso davanti alla sua porta di casa.

Luciani è un poliziotto burbero ma dal cuore tenero, fondamentalmente solitario, con evidenti problemi sentimentali (o incapacità a gestire i rapporti) e un grande senso del dovere e della giustizia: insomma, un buono dalla faccia seria. Il suo profilo ricalca una ricetta molto utilizzata nei gialli all’italiana, che sembra avere sempre successo.

L’enigma di Leonardo ha in più, però, una scrittura molto accattivante, che porta a compimento la narrazione con il giusto ritmo. I dialoghi sono verosimili e mai scontati o banali. I caratteri dei personaggi vengono presentati con completezza, ma senza esagerare, quel tanto che basta a permettere al lettore di entrare in sintonia con i fatti e i pensieri narrati.

Una curiosità: il prezioso ritratto protagonista del romanzo esiste davvero ed è di proprietà di due genovesi. Grazie a un lettore Paglieri ne è venuto a conoscenza, traendone la giusta ispirazione.

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