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Jane Mansfied 1967: la biografia a 45 anni dalla scomparsa dell'icona sexy

Simon Liberati racconta nel libro la vita frivola e maledetta dell'attrice più discussa di Hollywood, morta in un incidente d'auto con il suo amante

Jayne Mansfield in limousine (Photo by Express Newspapers/Getty Images)

Sono trascorsi 45 anni dalla notte del 27 giugno 1967, quando una Buick Electra 225, blu metallizzata, in corsa sulla Highway 90 in direzione di New Orleans, si schiantò sulla scia di un autoarticolato in frenata. Jane Mansfield e il suo amante Samuel Brody, che occupavano i sedili anteriori, morirono sul colpo. Si salvarono invece, i tre figli che la diva aveva avuto dal secondo marito da cui proprio l'avvocato Brody la stava facendo divorziare. La minuziosa ricostruzione del terrificante incidente e la breve ma intensa vita della star di Hollywood sono raccontate nel libro Jane Mansfield 1967, autore Simon Liberati, nelle librerie italiane per i tipi della Fandango dal 19 novembre.

Giudicato il miglior romanzo francese del 2011 e vincitore del Prix Femina, Jane Mansfield 1967 si sofferma soprattutto sulle ultime ore di vita della diva che non riuscì mai a prendere il posto di Marilyn Monroe nell'immaginario degli spettatori e nelle intenzioni dei grandi registi. La prima parte è la descrizione, quasi chirurgica, dell'incidente, dello shock dell'autista dell'autoarticolato che lo provocò inconsapevolmente, dell'arrivo dei primi soccorsi, fino alla drammatica scoperta dei corpi stravolti dall'impatto e della mobilitazione di tutti i mass media. La notizia della scomparsa della biondissima diva fu battuta da tutte le agenzie internazionali, persino da quelle dell'Unione Sovietica.

Con stile asciutto e distaccato, l'autore conduce poi il lettore in un flash back altrettanto spettacolare: la ricostruzione dei 34 anni di vita della Mansfield che si sposò tre volte, ebbe cinque figli, numerosissimi amanti, tra cui, alcuni annoverano anche Robert Kennedy. Fu la star più fotografata di Hollywood, dopo Liz Taylor, l'icona glamour che collezionava solo oggetti rosa e che ha scandalizzato con i suoi atteggiamenti e le sue pose riprese dai fotografi, tutto lo star system dell'epoca. Simon Liberati riferisce che è stata la prima star a fare autopromozione di se stessa sui giornali scandalistici. Raccoglieva, poi, tutti gli articoli pubblicati e li riuniva in cartelle che furono trovate nella sua casa dopo la morte. Riceveva circa cento richieste di interviste a settimana e cinque proposte 'serie' di matrimonio al giorno.

Negli ultimi anni la sua notorietà era al massimo, paragonabile solo a quella di Brigitte Bardot e dei Beatles, pur avendo partecipato dal 1959 in poi, a pochissimi film di rilievo. Ma aveva girato mezzo mondo esibendosi in locali notturni a prezzi elevatissimi e facendo scalpore per i suoi atteggiamenti. Nella parte finale del libro l'autore presenta una diva stremata a soli 34 anni. Era passata dalla vanagloria dei concorsi di bellezza all'uso di LSD. Aveva assaporato la solitudine più profonda e si era avvicinata al satanismo. In amore non era mai stata fedele. Su di lei cala il sipario una notte d'estate con la medesima spettacolarizzazione che ne aveva contraddistinto la breve vita.

A consacrarla all'immortalità nell'immaginario del pubblico è stato il suo tragico destino in stile James Dean. In seguito, per la tragicità dell'incidente è stata paragonata alle cosiddette 'principesse insanguinate': Grace Kelly e Lady Diana Spencer.

Simon Liberati
Jane Mansfield 1967
editore Fandango
pag 288, 18 euro

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