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James M. Cain: "La falena, il mio capolavoro"

Torna nelle librerie il romanzo culto dello scrittore americano

James M. Cain, "La falena", Isbn edizioni – Credits: ufficio stampa

Di come sia la natura umana, James Cain si è fatto cantore. Attori sulla scena del crimine, i personaggi dei suoi libri sono attraversati dallo sguardo lucido di chi indaga, da sempre, nell'animo delle persone (e nel proprio). Il più famoso è indubbiamente Il postino suona sempre due volte, classico anche del grande schermo: un noir psicologico, costruito alla perfezione. Ma anche La morte paga doppio, Mildred Pierce (da cui è stata tratta l'omonima sierie tv americana) e La ragazza dei cocktail sono titoli che ormai hanno fatto la storia degli appassionati del genere.

Ora però ritorna nelle librerie La falena, per l'editore Isbn. Secondo Cain stesso, si tratta del suo capolavoro. Forse proprio perché travalica i confini del noir per abbracciarne altri. Romanzo storico, sociale, politico, ma anche diario di viaggio, d'amore e di formazione, La Falena è un tuffo nell'America degli anni 30, caduta in quella terribile depressione che seguì alla crisi del 1929. Un ingrediente, questo, importantissimo, tanto che il giornalista economico Giuseppe Turani, alcuni anni fa, dichiarò di essersi avvicinato ai temi di cui si occupa grazie alla lettura di questo libro: il romanzo spiega e svela i meccanismi di quella crisi e spinge a cercare di capirne la genesi.

Non solo: il capolavoro di Cain viene accostato agli scritti di Hemingway e Chandler per la capacità di coinvolgere il lettore, trascinarlo ritmicamente dentro la storia. Fatta di tanti amori diversi (ma nei quali è impossibile dimenticare l'unico vero), di perigrinazioni in un'America aspra e dura, di lavori diversi (il protagonista sarà giocatore di football, professionista, impiegato d’albergo, clochard, impresario e soldato) con un unico obiettivo: trovare qualcosa in cui credere.

Tutto comincia con un contrasto: la libertà e la vergogna. Traslato su due entità, che a lungo, nella vita del protagonista, si divideranno la sua cosmologia: una falena e una pera. Trovare qualcosa che somiglia alla prima, sarà l'obiettivo di tutta una vita. La vide svolazzare nel giardino di casa, quando ancora era bambino: «Non avevo occhi che per quella splendida cosa verde, tutta palpitante di luce, che si allontanava svolazzando tra gli alberi, libera e viva. Era una sensazione che immagino gli altri provino pensando a Dio, in chiesa», scrive nelle prime pagine.

«L’altro mio ricordo», si legge, «è una pera Bartlett. Me l’avevano affidata le zie, i primi giorni di scuola, perché la portassi alla maestra, la signorina Jonas. (...) La scuola distava tre isolati. Al secondo annusai la pera. Al terzo la addentai. (...)Rincasando, trovai zia Nancy che mi fece sedere, mi porse il latte ed eccoci al punto: mi ero ricordato di dire a Miss Jonas che speravo gradisse la pera, o invece gliel’avevo tesa senza aprire bocca? E sentii le mie labbra muoversi e snocciolare la peggior frottola che si potesse imbastire (...). Eppure, sotto sotto, ci fu una sensazione di colpa, forse la prima che avessi mai provato in vita mia, quella che poi riapparve anche in seguito: una sensazione rossastra e scottante, tanto prossima al colore della pera quanto i momenti felici sarebbero stati a quello della falena».

Ecco: falene e pere, costrette a convivere e a dividersi lo spazio in ognuno di noi. È la natura umana...

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La falena di James M. Cain

Isbn Edizioni
368 pagine, 19.90 euro
Traduzione di Giovanni Fletzer

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