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Le città invisibili e immaginarie

Luoghi magici in romanzi e racconti: dai tetti a mansarda di Arkham passando per Lud e Castle Rock fino alla galleggiante Armada

(Credits: Guang Niu/Getty Images)

Anche le città credono d'essere opera della mente o del caso, ma né l'una né l'altro bastano a tener su le loro mura. D'una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.

Così Marco Polo si rivolge al sovrano Kublai Kan per raccontargli cosa è rimasto in lui delle 55 città dal nome di donna in cui dice di essersi imbattutto lungo il suo cammino. Invisibili agli occhi degli altri che non le guardano. Aperte a dettagli inconsueti che gli altri non sanno vedere.

Siamo tra le meravigliose pagine di Le Città invisibili di Italo Calvino (Mondadori).

Senza voler disturbare il maestro Calvino, è curioso come inventare città immaginarie sia stato per più di uno scrittore un viatico per fuggire dal mondo reale, farsi affascinare da realtà nuove o rimandare a posti della vita vissuta ma con un distacco emotivo tutto da capire.

Per esempio: avete mai fatto un giro ad Arkham, città dai tetti a mansarda e avvolta da leggende secolari che la vedono al centro di terribili eventi come le sparizioni di bambini (forse assassinati in sacrifici rituali)? Non esiste se non nei racconti di Howard Phillips Lovecraft che la posiziona a nord di Boston vicino (questo è dato saperlo) a Innsmouth e Dunwich. Così il suo manicomio appare nei racconti La cosa sulla soglia, Il modello di Pickman e La maschera di Innsmouth.

Ricorda New York e il suo ponte George Washington, invece, Lud, la città immaginaria della serie La Torre Nera di Stephen King (Sperling&Kupfer). Città in rovina da due mila anni, da lì i protagonisti del libro si muovono verso un universo parallelo in un Kansas fantastico su una monorotaia supersonica. Si trova nel Maine, invece, Castle Rock, la cittadina immaginaria del Maine inventata sempre da King e che torna in tanti romanzi: Cose preziose, Cujo, La metà oscura o nella raccolta di racconti Quattro dopo mezzanotte (Sperling&Kupfer)                      

È galleggiante invece Armada, la città immaginaria che costituisce la principale ambientazione del romanzo La città delle navi, dello scrittore britannico China Miéville (autore anche del più noto The City&The City (Random House).
Armada è costituita da centinaia di navi fissate tra loro, adibite per lo più ad alloggio per le centinaia di migliaia di abitanti, e sono collegate da ponti e passerelle che costituiscono le vie e le strade della città. Altre navi ospitano fabbriche, mercati, ristoranti.

In un tutto perfettamente funzionante. Nel mondo immaginario.

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