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Il romanzo di Steven Soderbergh, su twitter

L’eclettico regista Premio Oscar cambia registro e si cimenta in una prova letteraria, 140 caratteri alla volta

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Steven Soderbergh – Credits: Gerard Julien / AFP/ Getty Images

Il suo nome si associa soprattutto a pellicole di successo del calibro di Ocean's Eleven, Erin Brockovich o Traffic, per la quale si aggiudicò anche l’Oscar per la miglior regia nel 2001. Ma Steven Soderbergh in realtà è un tipo molto più sfaccettato: è infatti anche un produttore, montatore, attore e direttore della fotografia (attività che svolge sotto lo pseudonimo di Peter Andrews). E ora, fuori dal campo cinematografico, ha voluto imbarcarsi in un’impresa letteraria, scrivendo un romanzo intitolato Glue.

Ma da eccentrico artista qual è, Soderbergh non ha certo scelto i classici canali editoriali, optando invece per la nuova frontiera del publishing, ovvero Twitter.Da fine aprile, infatti, il regista ha cominciato a costruire il suo thriller attraverso gli ormai famosi post da 140 caratteri, sul suo account @Bitchuation .

Nel suo esperimento, che potrebbe magari essere una sorta di sceneggiatura sotto mentite spoglie (?), Soderbergh sembra isolare gli elementi minimi del racconto. C’è un protagonista (“tu”) che ha vissuto il proprio funerale e che è impegnato in un giro del mondo tra Londra, Amsterdam, Parigi, Roma, alla prese con un misterioso oggetto (o una sostanza non bene identificata). Nel corso del racconto si incontrano vari personaggi, tutti identificati da una sola lettera (per non sprecare caratteri), tra i quali un’immancabile femme fatale chiamata D.

La narrativa in versione Twitter non è certo una novità, da un paio d'anni il social network più cool del pianeta è anche piattaforma editoriale per sperimentazioni di ogni tipo, perfino fra gli autori 'cartacei' più affermati, basti pensare al caso del racconto del premio Pulitzer Jennifer Egan , twittato un anno fa dal New Yorker.

Più che una vera e propria evoluzione editoriale sembra per ora solo un divertente gioco per chi scrive (meno per chi legge), oltre ad un efficace rilancio in termini di visibilità.

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