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Il Caravaggio giovanile ritrovato

Due studiosi italiani, Bernardelli Curuz e Conconi Fedrigolli, pubblicano i disegni attribuiti agli anni giovanili di Merisi. Una scoperta che getterebbe luce su più di quattrocento anni di oscurità impenetrabile

 

Due studiosi italiani, Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli, hanno pubblicato i risultati di una ricerca svolta per fare luce sugli anni ancora poco conosciuti dell'adolescenza di Michelangelo Merisi da Caravaggio, uno dei più grandi maestri dell'arte a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento. Il frutto del loro lavoro è stato pubblicato in due volumi , pubblicati da Amazon in formato kindle, dal titolo Giovane Caravaggio - Le cento opere ritrovate. Contengono cento disegni attribuiti all'artista, che sarebbero stati realizzati nei suoi anni di apprendistato, tra il 1584 e il 1588, prima del suo arrivo a Roma, oltre a una decina di ritratti a olio, un suo autografo biglietto di protesta e il volto di Costanza Colonna, la marchesa protettrice di Caravaggio. Con una "indagine sistematica da procuratori della Repubblica" gli autori affermano di avere individuato "il motore segreto di uno dei più grandi pittori di tutti i tempi, smentendo, tra l’altro l’ipotesi diffusa, in base alla quale Caravaggio non avrebbe mai disegnato".

"Dopo anni di studi su Caravaggio" spiega all'Ansa Bernardelli Curuz, direttore artistico della Fondazione Brescia Musei, "ci siamo posti l'obiettivo di risolvere il mistero sugli anni giovanili del Merisi, un mistero che durava da oltre cento anni, dalle ricerche, nel 1912-13, di Roberto Longhi''. ''Una cosa che abbiamo fatto è stata quella di pensare che i lavori giovanili di Caravaggio non erano stati trovati perché c'era un errore a monte, un presupposto sbagliato nell'ambito del piano di ricerca. Per cui documentandoci al massimo siamo partiti da zero, come se fosse una indagine a metà tra la storia dell'arte e l'inchiesta giudiziaria".

Un sito presenta il lavoro dei due studiosi, pubblicato in contemporanea anche in inglese, francese e tedesco, e già munito di una pagina facebook. Nell'intenzione degli autori, l'opera vuole far passare il messaggio che ''scavando in questa Italia ricchissima di cultura è possibile trovare ancora cose straordinarie.'' Questa scoperta getterebbe infatti luce su "più di quattrocento anni di oscurità impenetrabile che nascondevano uno dei maggiori tesori della cultura mondiale". Un tesoro non solo culturale, considerato che nel video di presentazione dell'opera si afferma che il valore dei disegni, di proprietà del Comune di Milano, potrebbe ammontare a circa 700 milioni di euro.

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