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Hemingway e i 39 finali alternativi di Addio alle armi

È uscita negli Stati Uniti una speciale riedizione del capolavoro del maestro che contiene tutte le chiusure scartate, compreso un suggerimento di Francis Scott Fitzgerald

Ernest Hemingway

Un'immagine di Ernest Hemingway a bordo della sua barca Pilar. – Credits: OLYCOM / ITAR-TASS PHOTO AGENCY

In un’intervista degli anni Cinquanta Ernest Hemingway confessò che dovette riscrivere per ben  39 volte il finale di Addio alle armi . Colpevole fu un’indecisione irrisolvibile su quali dovessero essere “le giuste parole”.

Conosciamo un po’ tutti la triste e fredda chiusura dell’edizione definitiva del 1929 (qui lo spoiler è dovuto): “Dopo un po’ uscii e lasciai l’ospedale e tornai all’albergo nella pioggia”. Ma per arrivare a questa versione servì un lungo lavoro di revisione e riscrittura, per il quale Hemingway chiese aiuto anche all’amico e collega Francis Scott Fitzgerald.

Questa settimana l’editore americano Simon & Schuster ha pubblicato una riedizione molto speciale del capolavoro del maestro, corredandola appunto di quelle 39 preziose testimonianze del metodo di scrittura di una delle più grandi penne del secolo scorso.
Gli inediti finali, da sempre conservati al John F. Kennedy Presidential Library and Museum di Boston, nella Ernest Hemingway Collection, sono raccolti ora in un’appendice del nuovo volume, riproposti nell’affascinante forma manoscritta di “Papà Hem”, con tutte le varie correzioni e cancellature che possono far brillare gli occhi agli appassionati e agli aspiranti autori.

Tra queste, come accennato, c’è anche la versione suggerita dall’autore de Il grande Gatsby , precisamente la numero 34, che abbiamo recuperato dal sito del New York Times :

“Il mondo spezza chiunque, e coloro che non spezza li uccide. […] Uccide i buoni, i miti, i coraggiosi, senza fare alcuna differenza, e anche se non sei tra questi, puoi stare pur certo che ucciderà anche te, solo senza nessuna speciale fretta”.

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