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Libri

Hélène Battaglia, "Appuntamento al Ritz": una commedia romantica tutta pink

Intervista con l’autrice di questa fiaba metropolitana

Hélène Battaglia, Appuntamento al Ritz (particolare della cover) - Credits: Dalai editore

Se vi piacciono i libri a lieto fine, anche I film, insomma la vita stessa con un happy end indimenticabile, questo è il vostro libro. E se credete nel principe azzurro, in quello che sta per arrivare senza perdere la strada o senza essere in ritardo, allora qui lo troverete.
E se, infine, adorate guardare le stelle, non necessariamente quelle del cielo, ma quelle che classificano un hotel, Appuntamento al Ritz (Dalai editore ) è il romanzo da leggere. Perchè è spensierato e ovviamente pink.

Hélène Battaglia la sua autrice, giornalista di moda italo-francese che da numerosi anni segue la Fashion Week milanese per ELLE.fr, è al suo esordio narrativo.

Il libro.
Natale è alle porte. Hope ha compiuto da poco trent’anni. Di professione fa la giornalista di moda. Come molte sue coetanee, oltre a una brillante carriera sogna di incontrare il grande amore della sua vita. Vuole tutto o niente. Ma aspettare che il principe azzurro bussi alla porta non è sempre facile. Da alcuni mesi, inoltre, la sua vita è diventata pura routine. Ma, quando meno te lo aspetti, il destino riserva sempre qualche bella sorpresa. Il suo direttore le affida un nuovo incarico: lavorare un mese sotto copertura in uno degli hotel più esclusivi di Parigi, per carpirne ogni minimo segreto. Tra avventure esilaranti e incontri insoliti, inaspettatamente per Hope arriverà l’amore, quello vero. Hélène Battaglia con Appuntamento al Ritz ci regala una commedia sentimentale e Parigi, la città romantica per eccellenza, è la co-protagonista.

Terminata la folle settimana della moda milanese ho avuto il piacere di incontrare Hélène Battaglia per farci raccontare qualcosa di più sul suo Appuntamento al Ritz .

1)    esiste differenza tra lo scrivere di moda su una rivista patinata come Elle e raccontare una storia in un libro?
H.B: Per ELLE.fr, copro la fashion week milanese da quasi tre anni ormai. Il mio lavoro consiste  nell'assistere alle sfilate (una ventina ad ogni stagione) e nel recensirle quotidianamente. Raccontare di tagli, colori, materiali e nuovi trend non ha di sicuro niente a che vedere con l'architettare la storia di un romanzo. E’ sicuramente più tecnico e lascia meno spazio alla fantasia. Anche se adoro farlo. Mentre la storia di un libro è tua e ti appartiene in quanto ne sei l'artefice, la moda non ti appartiene mai.

2)    la protagonist del tuo romanzo ha un incarico insolito: infiltrarsi in un hotel lussuoso di Parigi per raccontarne I segreti. La cosa più strana che ti è mai capitata in un albergo?
H.B: Questa si che è una domanda a trabocchetto. Devo pensarci su. Più che strana, direi bella. Ritrovarmi al decimo piano di un albergo 5 stelle (ovviamente...) in una torre tutta di vetro e, aprendo le tende, svegliarmi con la luce del mattino con davanti a me una veduta mozzafiato e romantica sulla tutta la città e la campagna circostante. E, per me che soffro di vertigini, l'occasione di dimenticare per un istante questa mia fobia.

3)    il tuo romanzo va letto perchè…?
Perché sicuramente è leggero ma non troppo. Frizzante. Glamourous senza eccesso.  Alcune mie lettrici l'hanno caratterizzato una “fiaba metropolitana”. Penso che abbiano colto in pieno la sua essenza originale. Trattasi di una commedia sentimentale con “Happy End” per chi ama sognare ad occhi aperti.  Ma soprattutto per la sua supereroina, Hope, alla quale non puoi non affezionarti. Una specie di bacchetta magica umana che contamina di buon umore e positività l'universo che la circonda. Un'eroina romantica del terzo millennio che mi auguro possa diventare un giorno un modello di femminilità moderna. Aux oubliettes, le sfortunate “Bridget Jones”! Si può essere donna dolce, romantica e in carriera, ne sono più che mai convinta.

4)    politici in bikini, starlette con pancione, per citarne alcune: cosa ne pensi del chiacchiericcio che ha accompagnato le sfilate milanesi?
H.B: Non ho avuto la fortuna di assistere a questi “show “ ma, come tutti, ne ho sentito parlare in giro. Trovo che sia un vero peccato. La moda è ben altro. L'attenzione dovrebbe essere maggiormente focalizzata sulle collezioni vere protagoniste delle passerelle e non su modelle, pseudo-donne politiche, vallette o altre celebrities in cerca di qualche “raggio di luce”.... Ma sicuramente senza di loro e di tutto questo chiacchiericcio, la Fashion Week perderebbe quella sua dimensione “surreale”. Essa rimane tuttavia un'esperienza da vivere almeno una volta nella vita.

5)    in una recente intervista aneli il ritorno alla bellezza “naturalmente chic” di Audrey Hepburn. Cosa osservi che non ti piace?
H.B: Odio la chirurgia estetica quando è eccessiva come lo è diventata. Queste donne che non puoi fare a meno di fissare tanto sono “strane”. Questa per me non è di sicuro bellezza anzi ben al contrario. Sembra un esercito di cloni “seconda mano”. Dove è finita la bellezza naturalmente sofisticata e carismatica di donne come Audrey? Mi auguro possa tornare a breve. Il segreto sta in una vita sana, felice e nel porsi in modo elegante: Chic is an attitude! Il botox non rende di sicuro né bella né elegante!!!

6)    “Appuntamento al Ritz” in 100 parole
H.B: Un sogno diventato realtà.  Un'ode alla gioia ed alla felicità. Una commedia sentimentale divertente e ironica. Una protagonista femminile spumeggiante, sana, solare e sincera. Uno scenario d'eccezione: la romantica Ville Lumière.  Insomma... Una favola moderna dal sapore dolce di un cupcake. Che aspetti a gustartela!!!

Hélène Battaglia, Appuntamento al Ritz , Dalai editore (2012)

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