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Libri

Glenn Cooper, i bestseller e la minaccia degli ebook

Intervista a tutto tondo con lo scrittore americano. Un po' romanziere, un po' manager dell'editoria

Lo scrittore Glenn Cooper (Credits: Louis Fabian Bachrach/Ufficio Stampa Edizioni Nord)

Tre milioni di copie in tutto il mondo, vendute bene soprattutto in Europa, un milione e mezzo solo in Italia: il 59enne americano Glenn Cooper e la sua trilogia dell'ex agente dell'FBI Will Piper - La biblioteca dei morti, Il libro delle anime e Il custode della biblioteca (Nord Ed.) da noi sono un piccolo mito. Ad ascoltarlo e ad osservarlo, però, sembra più di avere davanti un serio uomo d'affari che uno scrittore. Un uomo d'affari a cui sembra possibile rubare la ricetta del bestseller perfetto, anche in tempi di crisi: "Non ho mai avuto una visione romantica del mondo editoriale", ci confessa. "Ci sono entrato quando ero già un uomo d'affari, ricercatore in grandi aziende farmaceutiche e poi presidente e amministratore delegato di un'azienda di biotecnologie. Perciò quando entro come autore in una casa editrice non nascondo che mi piace immaginarmi dall'altra parte della scrivania e quel che vedo in questo momento non mi piace per niente. Le sfide sono forti e si tratta forse del momento più duro che il libro abbia attraversato da quando Gutenberg lo ha messo alla luce".

In un elegante completo scuro, capello impeccabile, sguardo di ghiaccio e una ferrea dipendenza dalla sua tazza di caffé mattutina e dalla lunga serie delle successive, mostra una competenza fuori dal comune sullo stato dell'editoria, tratta i lettori come un target da colpire, di cui conosce a menadito passioni, intransigenze e debolezze, e ha idee precise e radicate su presente e futuro del libro. Primo fra tutti, quello digitale: "È un'opportunità, ma anche una seria minaccia. L'avvento dell'ebook cambia non solo il modo, ma il mondo della lettura e sono molto preoccupato per questa transizione. Il libro fisico non si estinguerà, ma senz'altro verrà emarginato".

Per un archeologo con un'antica passione per la storia il fatto che uno dei più antichi simboli della cultura umana possa venire declassato somiglia a uno degli incubi apocalittici dei suoi bestseller. "2027, Finis dierum", citano le avventure del suo eroe Will Piper.

Ma per quando è attesa la fine del libro così come lo conosciamo? "Credo che il libro fisico farà presto la stessa fine dei cavalli: sono splendidi animali, ma ormai non possiamo più rinunciare ad auto e moto, quindi nelle strade non se ne vede più nemmeno uno. Io però non rinuncerò mai al piacere di avere un vero libro in mano, seduto sulla mia poltrona, illuminato da una vera lampada dietro di me. Quella è la lettura".

Eppure Cooper ha pubblicato un racconto inedito solo in ebook e addirittura gratis. Quindi forse la ricetta per il bestseller perfetto è cedere almeno a qualche compromesso, se serve a catturare lettori: "Gli ebook sono facili da scrivere, se ci si autopubblica, facili da produrre, facili da mettere sul mercato e facili da comprare e consumare. Sono democratici, ma tutto è troppo facile. Ogni anno negli Stati Uniti ne vengono pubblicati più di due milioni ormai e il 99 per cento sono terribili. Questo perché non c'è un editore a fare da filtro. E senza di loro nel "Mondo nuovo" digitale per i lettori è difficile orientarsi e riuscire a distinguere un libro che vale". Ragion per cui sì agli ebook ma solo se hanno il marchio di un editore, come i suoi.

Ormai però quel che Cooper pubblica viene valutato comunque oro dai suoi editori in tutto il mondo, per questo vogliamo conoscere la ricetta segreta dei suoi blockbuster: "I componenti sono gli stessi e sono molto semplici: grandi storie e grandi personaggi. Spesso mi vengono sottoposti romanzi da valutare per concorsi letterari e noto sempre le stesse cose: magari c'è molta autenticità, ma i personaggi sono vuoti, senza spessore. Oppure l'intreccio è ben costruito, ma l'autore non riesce a mettere in bocca ai suoi personaggi un dialogo che sia reale, che rispecchi quello della vita vera. Capisco che per un giovane autore sia più difficile scrivere perché non ha lo stesso bagaglio di esperienze di vita che posso avere io, ma almeno l'autenticità è necessaria, per i lettori è indispensabile".

Per raggiungerla, Cooper non si ferma di fronte a nulla: la sua giornata di scrittore comincia la mattina presto, con il caffé, ovvio, e prosegue per otto o dieci ore, tutti i giorni: "E se alla fine della giornata ho prodotto quattro o cinque buone pagine, posso ritenermi soddisfatto. Per finire un libro non ci metto meno di un anno". Ricerche comprese, perché per romanzi a sfondo storico come i suoi, la documentazione è una parte fondamentale, a cui Cooper ha applicato una metodologia scientifica: "Per costruire un solo libro di solito ne compro tra i cento e i duecento. Un progetto richiede insomma pile e pile di carta. Uso molto anche internet e quando trovo un libro che mi sembra utile, lo compro in ebook. Mi arriva in dieci secondi e uso il digitale come "anteprima". Se il libro è interessante, ne compro una prima copia che sottolineo e uso per le ricerche. E poi una seconda copia, che conservo intonsa in biblioteca. Perché per i libri ci vuole rispetto". Tre versioni di uno stesso libro, una casa molto grande, una biblioteca enorme e comunque lo spazio non basta mai: forse è questa la ricetta per ottenere un perfetto bestseller.

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