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'Tre giorni di buio' di Franco Trentalance e Gianluca Versace. La recensione

Il mondo del porno si tinge di rosso. Rosso sangue

Trentalance Versace, TRE GIORNI DI BUIO

Tre giorni di buio (particolare della cover) – Credits: Ultra

Chi l’ha detto che un uomo “marchiato”, emblema dell’arte erotica (anzi no, proprio porno) non possa diversificare? Dividersi tra il ciak di un regista in una scena hard e la tranquillità della parola scritta? Meglio ancora, renderti ansiosa per la pagina successiva, il capitolo seguente, non semplicemente eccitarti con l’immagine erotica che lo accompagna?

Sono partita curiosissima di scoprire le sue performance…letterarie. Non ho preso in mano il suo... libro, aspettandomi chissà quale rivelazione personale. Quindi abbandonate ogni speranza voi che desiderate vederlo inciampare, perché qui lo conoscerete in una veste insolita, più a fondo. (Mi rendo conto che il doppio senso alberga dietro l’angolo).

Il Lui in questione è Franco Trentalance. Tre giorni di buio (Ultra) il romanzo scritto a quattro mani insieme a Gianluca Versace. Divo del porno il primo, giornalista autore di molte trasmissioni televisive il secondo. Un’accoppiata che ha messo insieme la maestria dell’uno con l’abilità dell’altro. Sta a voi scoprire cosa appartiene a chi.

Franco Trentalance si cimenta così in un thriller. E pure mozzafiato mi sento di aggiungere.

La storia.
Il mondo del porno sta per essere messo alla prova con tre giorni di buio. L’Anticristo ne è l’artefice. L’Anticristo segue un rituale preciso: sceglie la vittima, la stordisce con un tirapugni, la porta a risvegliarsi in un luogo segreto e nascosto, impartisce una lezione verbale. Poi finisce la vittima con la lezione fisica.

“Noi due non ci conosciamo ed è giusto che mi presenti. Io sono un giudice. Io sono il tuo giudice… io sono l’Anticristo. Questa faccenda non ha nulla di personale. Il punto è che tu sei una lurida puttana. E come se non bastasse sei orgogliosa di esserlo e di farti scopare davanti a una telecamera”.

Vittime inconsapevoli fanno parte tutte del mondo del porno, quello dei film, quello dei set e delle posizioni, quello fatto da persone normali che fanno un lavoro “anormale”.

Di questo mondo fa parte Luca Graf, il protagonista di tanti film di successo, figura nota nell’ambiente televisivo, quello che ormai si è ricavato una grande fetta di popolarità al di fuori del suo mondo. Vittima inconsapevole della disillusione di un mondo che non riconosce più, perché Luca ha perso la voglia e l’entusiasmo con cui ha iniziato e che lo hanno reso il divo famoso e apprezzato da tutti.

Di questo mondo fa parte Stella Gardini, in arte “Valentina”, ragazza bene ribelle in conflitto con genitori anaffettivi e con i suoi sensi di colpa nei confronti del fidanzato Gabriel. Vittima inconsapevole di un errore, di un amore sbagliato e di un passato lontano che ignora e logora le radici interne della sua famiglia.

Di questo mondo fa parte Arturo Califano, il commissario di pubblica sicurezza che indaga sul caso, la cui filosofia rientra nel pieno fancazzismo dettato dallo squallore moderno. Vittima inconsapevole dei giochi di palazzo, quei giochi di potere che si presentano negli anni sempre uguali e immutati. Fino a quando tutte le tessere del mosaico che sembravano sparse e perse ritroveranno la loro giusta collocazione.

E poi c’è la Storia. Quella stessa Storia che non ha nulla di vittima, solo di carnefice. Perché il nemico numero uno viene dal passato, cui è legato indissolubilmente.
Non posso dire di più. Le pagine si susseguono in una corsa folle a caccia di risposte.

E l’eros? Nulla di erotico, tutto in perfetto stile pulp e nella migliore tradizione del film porno. Com’è e come dovrebbe essere se sullo sfondo della storia si vuole raccontare l’osceno spinto all’eccesso, la malvagità inverosimile, la sofferenza che deforma i pensieri, le verità nascoste e i casi della vita.
Ma spunta anche l’amore. Fatto di inesperienza mi viene da dire. Fatto di carezze e primi baci, di una serenità ritrovata e di un nuovo inizio. In cui non è detto che il passato non si infili sotto la porta.

Franco Trentalance me lo immagino in tutto e per tutto in Luca Graf, con i suoi gesti (erotici), le sue riflessioni (intime) e una sensibilità che gli è doverosa (La Talpa edizione 2008 docet). Ma probabilmente Franco Trentalance si riconosce un po’ anche in altri personaggi del suo Tre giorni di buio. Lo scopriremo…

Tre giorni di buio
di Franco Trentalance e Gianluca Versace
Ultra, 2015
(288 pagine)
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