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'Eccomi' di Jonathan Safran Foer: 3 cose da sapere

Tra i più attesi del 2016, parliamo del nuovo libro dell'autore di 'Ogni cosa è illuminata'. Ecco perché è così importante

È tra i libri più attesi di quest'anno, si intitola Eccomi ed è il nuovo romanzo di Jonathan Safran Foer, in uscita in questi giorni in Italia (25 agosto) per Guanda. Capiamo perché appare così importante, sia per il pubblico che per la critica.

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Copertina di Eccomi, il nuovo romanzo di Safran Foer – Credits: Guanda

Una gestazione lunga
A undici anni di distanza (dieci per le librerie italiane) da Molto forte incredibilmente vicino, l'autore che esordì alla grande nel 2002 con Ogni cosa è illuminata ritorna con un'opera che sembra promettere successo e una sua definitiva consacrazione nella lista degli scrittori più importanti attualmente in circolazione.

Di cosa parla?
Eccomi si può definire come il tentativo di riflettere, analizzare e sintetizzare i significati di casa, famiglia e identità nel caotico terzo millennio. Foer lo fa a suo modo, con una mini-saga familiare che si dipana in sole quattro intense settimane a Washington. Jacob e Julia e i loro tre figli sono alle prese con una profonda crisi, sia collettiva che personale: tradimenti, frustrazioni, ribellioni adolescenziali e la sensazione di vivere una vita lontana da ciò che si desiderava. Una routine che viene interrotta dall'arrivo di alcuni parenti in visita da Israele e, soprattutto, da un terribile terremoto che colpisce il Medio Oriente, il quale innesca una serie di eventi a catena che portano all'invasione dello Stato israeliano. Tutto questo spezza la normalità e porta i protagonisti a interrogarsi sulla propria esistenza e sulla propria identità, assopite dall'ipnotico e frenetico tenore della modernità occidentale. Significativa la scelta del titolo, che è preso dalla Bibbia: nel libro della Genesi Abramo per due volte risponde alla chiamata di Dio dicendo “Eccomi!”; la prima volta quando il Signore gli chiede il sacrificio di suo figlio Isacco e la seconda appena la mano di Dio ferma il suo coltello. Con queste risposte Abramo decretava la sua accettazione di un ordine dell'Universo in cui tutto ha un ruolo ben preciso (identità), che sia la divinità, la natura o l'essere umano. Un equilibrio che nel corso dei secoli sembra essersi perso e che solo (e non sempre) grandi crisi o calamità riescono a rimettere a posto.

E se fosse sempre il solito Safran Foer?
Per certi versi è così. Di nuovo l'autore americano utilizza i temi a lui più cari (ebraismo, famiglia, appartenenza, scarto dei valori tra materia e universalità) confrontandoli con la storia del mondo e lo stato della società. Ma con questo nuovo romanzo sembra prendere ulteriore forma un progetto letterario molto preciso: in Ogni cosa è illuminata il perno era il passato (Olocausto), in Molto forte incredibilmente vicino lo sono stati i drammi del presente (11 settembre) e ora con Eccomi si utilizza un ipotetico futuro prossimo (invasione di Israele e crisi internazionale). Dunque una poetica precisa, la quale, abbinata a uno stile autorevole e riconoscibile e a un acume ormai assodato con i suoi precedenti lavori, è potenzialmente in grado di consacrare definitivamente Jonathan Safran Foer tra i nomi più importanti della letteratura contemporanea.

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