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Dieci titoli buoni (non solo a Natale)

Casi editoriali d’oltreoceano appena sbarcati in Italia. Opere dimenticate di grandi autori italiani. Ozi e vizi di nomi illustri... Difficile scegliere se regalarli o tenerli per sé. Vademecum per l’inizio di una biblioteca ideale.

DEFINITIVO - Max Hastings, «Inferno. Il mondo in guerra»
(Neri Pozza, 896 pagine, 19,50 euro)
Un caso editoriale basato su una fatica documentaria senza precedenti è merce rara. Ancora più raro che riesca il tentativo di compattare in un unico volume storia e microstorie di un inferno globale. L’individuo e la massa, la cronaca e l’analisi trovano in Hastings un punto d’incontro sorprendente e a tratti poetico. Adatto a chi pensa che, per raccontare la Seconda guerra mondiale, 800 pagine siano il minimo.

PROVOCATORIO - Hans Kung, «Dio esiste?»
(Fazi, 1.096 pagine, 20 euro)
Quale domanda è più attuale a Natale? Basata su un viaggio al centro del pensiero moderno, da Cartesio e Sigmund Freud, la risposta razionale e razionalista di uno dei più influenti e discussi teologi al mondo è stata ripubblicata dopo oltre 30 anni. Non ci sono più scuse per non leggere questo
rendiconto storico-filosofico-scientifico. O almeno per non averlo. O almeno per non regalarlo ipotecandone il prestito.

FORMATIVO - John Irving, «In una sola persona»
(Rizzoli, 500 pagine, 20 euro)
Viviamo tutti per la prima volta. E lo sconcerto senza consolazione di Billy Abbott che si guarda addosso, fuori e dentro, lo abbiamo provato e continuiamo a provarlo ogni giorno della nostra vita. Certo, Billy è attratto dal diverso quant’altri mai, punito negli affetti dall’aids e altre ecatombi, e deprivato del padre come solo gli eroi di Irving sanno esserlo. Ma la scrittura salva e apre per sempre all’ingiudicabilità propria e altrui: mica male come messaggio sotto l’albero.

ILLUMINANTE -  David Sylvester, «Interviste con artisti americani»
(Castelvecchi, 320 pagine, 35 euro)
Impossibile resistere alla tentazione di spiare i dietro le quinte degli artisti che hanno cambiato il secondo ’900. In 21 interviste condotte in 40 anni sul campo, Sylvester, critico Leone d’oro, apre le menti di amici come Rauschenberg, Lichtenstein, Twombly, Koons, De Kooning, Kline, Katz, fa loro le domande che sono sulla bocca di tutti noi e toglie i sigilli all’incubatore che li ha fatti quotare milionari.

PRIVATO - John Cheever, «Una specie di solitudine»
(Feltrinelli, 448 pagine, 19 euro)
Che cos’è l’intimità? Forse non ci è dato davvero capirlo se non abbiamo mai tenuto un diario e qualcuno non ce lo ha rubato per leggerlo di nascosto. In queste pagine, uno scrittore la cui intelligenza emotiva superava il tasso consentito agli umani ci offre i reconditi pensieri di una vita. Amore, odio, sesso, desiderio e i motivi per cui l’uno scivola nell’altro, lasciandoci sfiniti, disarmati e soli.

EPICUREO - Giuseppe Scaraffia, «I piaceri dei grandi»
(Sellerio, 252 pagine, 13 euro)
Il rischio, di questi tempi, è dimenticarsi che esistano le gioie del vivere. Nel caso, Scaraffia ne ha raccolte oltre 100, tutte irrinunciabili e illustrate da racconti, citazioni, aneddoti e storie della e nella letteratura. Se è vero che i grandi piaceri sono una somma di dettagli, questo dizionario non ci spiega solo come, quel giorno, in quel centesimo di secondo, fummo felici. Ma anche perché non lo scorderemo mai.

FEMMININO - Javier Marías, «Innamoramenti»
(Einaudi, 320 pagine, 20 euro)
Niente di più credibile di un uomo che scrive come fosse una donna, e gli sceneggiatori della Hollywood d’oro ne sanno qualcosa. Marías ci prova per la prima volta, partendo da un caffè di Madrid e attraversando tutta la città a caccia di un omicida. Intanto la sua María parla d’amore. Ovvero di un enigma irrisolvibile, in cui l’assassino è la menzogna e il movente il senso di colpa. Il giallo di Natale.

INASPETTATO - Curzio Malaparte, «Il ballo al Kremlino»
(Adelphi, 417 pagine, 22 euro)
Chi immaginava che l’élite marxista, da Stalin a Olga Kameneva, si muovesse per Mosca passando da palchi all’opera a tarlati landau? E, soprattutto, chi immaginava marxisti tanto elitari? Un insospettabile affresco della Russia anni Venti. Per chi ha letto solo «Kaputt» e «La pelle», o per chi ha deciso di confinare Malaparte in un ’900 imbalsamato e già troppo distante, un libro segreto sulla decadenza europea.

RAFFINATO - Edith Wharton, «La decorazione della casa»
(Elliot, 384 pagine, 30 euro)
«Perfetta snob, cronista disincantata e caustica del costume dell’alta società»: con lo stesso spirito poliedrico l’autrice dell’«Età dell’innocenza» compilò nel 1897, insieme all’architetto Ogden Codman Jr, questo galateo dello stile per la casa. Un pilastro del design d’interni, il fondamento per creare «The Mount», la casa in cui Edith visse col marito Edward. Mappa del gusto per trasformare gli appassionati in iniziati.

FILOLOGICO - Amelia Rosselli, «L’opera poetica»
(Mondadori, 1.760 pagine, 65 euro)
L’accesso a documenti d’archivio mai studiati per proporre i testi della prima poetessa «europea» del ’900 in una nuova versione. Aderì al Gruppo 63 con la sua poesia esistenziale e sofferta, ma rimase sempre singolarmente individuale. Dall’amore per il lapsus al supposto disagio mentale fino a quel suicidio che l’apparenta a Sylvia Plath. Il Meridiano è occasione per farne, finalmente, un culto.

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