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Days of Destruction, Days of Revolt: il nuovo graphic novel di Joe Sacco e Chris Hedges

Un reportage a fumetti dall'America del sogno tradito

Days of Destruction, Days of Revolt

E' un'America in fin di vita, lontana persino dalle visioni più cupe del cinema indipendente e dei serial tv, quella che chiede la nostra attenzione in Days of Destruction, Days of Revolt (Nation Books, 320 pagine, 28 dollari), il nuovo libro scritto a 4 mani dal premio Pulitzer Chris Hedges e dal graphic journalist Joe Sacco, autore di un memorabile reportage a fumetti sulla Palestina.

Un libro importante, dove il fumetto, arte povera (poverissima rispetto al cinema e alla tv), si dimostra l'unico mezzo in grado di farsi carico del racconto di un paese in cui la miseria delle classi meno abbienti ha eroso già da tempo i confini del sogno. Hedges e Sacco pur aderendo agli stilemi del fumetto non scivolano nell'epica della nazione circondata dai nemici, come farebbe Frank Miller, né cercano la metafora dei supereroi: si limitano a raccontare la realtà con la realtà, mostrandoci scorci di vita di Pine Ridge, la riserva indiana del South Dakota dove c'è un tasso di alcolismo dell'80% e la mortalità infantile è 5 volte più alta che nel resto degli USA.

E di Immokalee, la città neo-feudale dove i lavoratori immigrati devono raccogliere 4.500 chili di pomodori al giorno per guadagnare il salario minimo. E di Camden in New Jersey, famosa per essere la città più povera degli Stati Uniti, priva di fabbriche, alberghi e persino di supermercati.

E' la prima volta che un premio Pulitzer e un fumettista (di culto) mescolano i loro punti di vista per dirci qualcosa che non sappiamo. Leggendo Days of Destruction, Days of Revolt viene facile immaginare un patto tra i due, all'insegna del realismo: niente caricature, niente retorica.

La strana coppia è destinata a fare scuola, mossa dalla rabbia, "La corsa al profitto ha creato un mondo dove tutto e tutti sono sacrificabili - scrive Hedges, e dalla speranza. A emergere con più forza dalle pagine del libro sono infatti quegli americani che combattono ogni giorno per la loro sopravvivenza, contro la politica del più forte. Proprio mentre il movimento Occupy, a cui i due autori guardano con simpatia, sfida i poteri forti di Wall Street. Un libro che insomma è anche un progetto politico. E che qualcuno ha definito il manifesto a fumetti di una nuova rivoluzione americana.

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