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"Cinquanta sfumature di grigio" letto da Marina Salamon

La fuga nell’eccesso di sessualità è una compensazione per altre frustrazioni affettive

Cinquanta sfumature di grigio , letto al femminile. Da Marina Salamon*

Da ragazzina le mie letture proibite erano i romanzetti d’amore, di Liala o Delly, che mi facevo prestare di nascosto in una biblioteca pubblica. Non lo sapevo ancora, ma inseguivo il "grande sogno romantico" che quasi ogni donna coltiva dall’adolescenza. E questo libro è la versione attualizzata delle mie ingenue letture di allora: una favola moderna, carica di descrizioni sessuali in cui, però, la fanciulla insegue un antico ideale d’amore e s’interroga (poco) sulla sua perdita d’identità. Il principe azzurro è bello, ricco e tormentato. È cattivo, ma ha sofferto da piccolo: e la nostra eroina, innamorata e onesta, vuole salvarlo da se stesso. La ricetta è perfetta: sono certa che, in un mondo in cui le donne restano single troppo a lungo, questo libro permetterà alle lettrici di sognare, sesso incluso. Non esprimo critiche moralistiche: penso che la fuga nell’eccesso di sessualità sia una compensazione per altre frustrazioni affettive, umane o lavorative. Perciò provo tenerezza per tutti/e coloro che avranno necessità di uscire dalla realtà in questo modo...

* 53 anni, imprenditrice

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