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Cinquanta sfumature di Grigio, Alfonso Signorini: "Mie care virago, io vi ringrazio"

Sull’ultimo numero di Panorama, il direttore Giorgio Mulè ha risposto: "I milioni di donne che acquistano la trilogia non hanno alcun problema a essere sottomesse nel sesso perché si sentono – e sono – così libere e felici da permettersi anche di dare una sbirciatina oltre le convenzioni". Il contrasto di vedute è stato notato dal Corriere della sera e dal Foglio. Il Fatto quotidiano ha poi dato voce alla scrittrice Sonia Rottichieri, emula italiana dell’autrice delle Cinquanta sfumature. Sul tema intervengono ora Bruno Vespa (che è anche collaboratore di Grazia) e Alfonso Signorini, direttore di Chi. La polemica continua, inarrestabile

Ma quali donne ammazzate perché rifiutano il loro uomo? Ma quali donne picchiate? Ma quali donne recluse, schiave, ultime degli ultimi? Per fortuna siamo persone di buon senso, troppo intelligenti per non cadere nei luoghi comuni o nel facile qualunquismo: chi non condanna con convinta fermezza la violenza, fisica o psicologica, rivolta a qualsiasi persona, uomo o donna che sia? Non è questo il punto. Cinquanta sfumature di Grigio , a cui Panorama ha dedicato due settimane fa la sua storia di copertina, va ben oltre: dipinge con sublime ironia e con morboso fascino il tema della sottomissione in amore. Che non c’entra nulla né con il tema della violenza, né con le conquiste e le battaglie sacrosante che le donne combattono quotidianamente.

La sottomissione erotica è abnegazione, dedizione totale, annullamento nell’altro, compiacimento assoluto di provvedere ai suoi bisogni. Un gioco divertente dove mettere da parte, fosse anche per una notte, il proprio ego smisurato, per aprirsi a quello del compagno. Che c’è di così immorale, di così raccapricciante in tutto questo? Se decido di compiacere ai bisogni del mio uomo e ne faccio un’arma di impagabile seduzione (perché, credete a me, l’arma è impagabile), non rinuncio certo alla mia autonomia intellettuale. Continuerò a battermi per i miei diritti, continuerò a tenere sul comodino Oriana Fallaci o Simone de Beauvoir, ma, spente le luci dell’abat-jour, incomincia il mondo parallelo, tutto da esplorare, di Memorie di una geisha. E vi assicuro che tutto è la geisha fuorché vittima. È autentica dominatrix: mentre tutte le altre donne sono impegnate a riempirsi la bocca di sterili polemiche, loro, con il silenzio, con gli sguardi ammiccanti, con le mani capaci, portano via in men che non si dica i pochi maschi rimasti in circolazione. Si colgono tante rose grazie a certe virago formato 24 ore...

Grato a vita, vostro Alfonso.

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