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Bruno Vespa: "Ecco il mio parere su Cinquanta sfumature"

Alla saga erotica di E. L. James Panorama ha dedicato un’inchiesta e la copertina del numero 28, intitolata "Libere, sottomesse, felici". La scelta ha causato le severe critiche di due autorevoli giornaliste della Mondadori: Cipriana Dall’Orto, condirettore di Donna Moderna, ha scritto che la copertina era «offensiva e indecente»; Vera Montanari, direttore di Grazia, ha censurato quella che ha considerato un’interpretazione «ridicola, oltre che sbagliata». Entrambe hanno contestato a Panorama il rischio di un «ribaltone culturale» capace di annichilire le sacrosante lotte per la liberazione delle donne.

Sono convinto di essere stato sempre un femminista. Sono per l’abolizione dell’8 marzo e delle quote rosa perché sono la certificazione della «diversità» (cioè della minorità) femminile. Ho una redazione fatta al 90 per cento di donne che lavorano con me non perché donne, ma perché brave. Scrivendo libri sull’amore mi sono convinto che nei secoli sono state sempre le donne a condurre il gioco con la testa prima che con le arti seduttive e questo vale a maggior ragione oggi. Perciò sono rimasto basito per il successo planetario dei tre libri di E. L. James (Cinquanta sfumature…) di cui con notevole intelligenza commerciale la Mondadori ha pubblicato in Italia i primi due (il Grigio e il Nero), ovviamente già in testa alle classifiche.

Lo scandaloso titolo del penultimo numero di Panorama («Libere, sottomesse, felici») girato al singolare è il perfetto ritratto della protagonista dei libri della James. Ana è Alice nel paese delle meraviglie del sesso: è il libero, sottomesso e felice oggetto di piacere di un uomo finto: giovane, miliardario, bellissimo, superdotato che sottoscrive con la ragazza un patto di «perversa schiavitù sessuale» alla quale Ana si adatta con entusiasmo. Le mie amiche direttrici Vera Montanari (Grazia) e Cipriana Dall’Orto (Donna Moderna) s’indignano per la copertina di Panorama, ma in realtà ce l’hanno con i milioni di donne che stanno facendo anche in Italia la fortuna dei libri. E che magari finalmente riescono a leggere un romanzo porno sul tablet senza bisogno di nascondersi perché nessuno se ne accorge.

Capisco che alle mie amiche, dedite da una vita al riscatto dell’onore femminile, vengano le convulsioni nel leggere che «la chioma post coito a lui dona moltissimo». Anch’io sono rimasto sorpreso, ma non mi indigno affatto perché questa è evidentemente la realtà, piaccia o non piaccia. Allora mettiamola così: il ruolo professionale di donne che hanno un peso sempre maggiore (finalmente!) anche nella società italiana è incompatibile con il segreto desiderio di essere felicemente sottomesse a letto (si fa per dire) come Ana? Evidentemente no, visto il successo dei libri. Se vogliamo un’uscita di sicurezza, eccola: immaginiamo che alla fine del terzo libro o del quarto, quando James lo avrà scritto, Ana e il suo uomo siederanno  alla guida di una station wagon piena di figli e di cani. Lei lo avrà salvato, tutti saranno felici e contenti e la dignità femminile finalmente recuperata…

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