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Bootleg, Watt, Lucha libre: 3 riviste fra carta e digitale

Esaurite le grandi narrazioni condivise la cultura cerca nuove coordinate, tre riviste fra le più interessanti cercano di tracciare una rotta

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A quanto pare qualcuno ha lasciato il rubinetto aperto prima di partire per le vacanze. Nel serbatoio della cultura mainstream, a cui ci siamo abbeverati per tanti anni, resta ormai ben poco di condiviso: la nostalgia, forse, Woody Allen, i vampiri, i Simpson, Saviano (come concetto), i Festival (come concetto anche questi), l’Erasmus (finalmente un’esperienza) e un certo gusto non meglio identificato per ciò che è vintage. Riferimenti culturali comuni e grandi narrazioni sono esplosi in mille rivoli mescolando underground e mainstream, midcult e masscult, cultura nerd e radical-chic: tutto è bellissimo e tutto è lecito, tutto è correct senza alcuna necessità di essere anche politically, tutto è interessante. Ma in questa straordinaria e ricchissima babele di valori è sempre più acuto il bisogno di vederci chiaro, complicare ragionamenti troppo semplici, assumere uno sguardo in grado di comprendere e giudicare.  Ecco tre riviste che mescolando narrazione, riflessione saggistica e illustrazione cercano di fare luce sulla cultura del nostro presente.  

Bootleg
 Nato da un’idea di Cristian Confalonieri e Paolo Peraro, il progetto unisce  l’impermanenza di un supporto d’occasione, l’interesse di un contenuto puntuale e una concezione corsara del diritto d’autore. Proprio come le registrazioni (o le pubblicazioni) non autorizzate, prodotte e divulgate in violazione del copyright, la rivista si diffonde con il passaparola: ogni numero (in formato pdf) resta disponibile sul sito in download gratuito fino alla pubblicazione del successivo, che lo sostituisce. Da quel momento in poi è possibile procurarselo solo per vie non ufficiali ma con il beneplacito degli autori: qui l’unico oggetto di contrabbando, infatti, è il sapere. Un po’ ebook un po’ blog, un po’ fanzine un po’ rivista, Bootleg getta uno sguardo a trecentosessanta gradi sui temi del digitale e dell’innovazione nel campo della produzione di contenuti (video, pubblicitari, editoriali, informativi e chi più ne ha più ne metta). Al termine dell’esperimento i contributi migliori verranno raccolti in un unico volume. 

Watt
 Giunta al terzo anno di vita, la rivista di Luccone e Ceccato cresce ancora. Dopo il numero 0 e il numero 0.5, è la volta del numero 3,14 tutto dedicato alla Grecia e ai suoi derivati. Letteratura tossica firmata da tredici autori e tredici illustratori: racconti sospesi fra mito e iperrealismo, passato e presente, una generazione e la successiva. Tre colori (bianco, nero e oro), copertina in cartone grezzo, formato quadrato da long playing, 134 pagine e un poster. Imperdibile.  

Lucha Libre
 Testo e illustrazione trovano posto anche sul primo numero di Lucha Libre (il secondo in realtà, se si considera un primissimo numero zero) spazio di ricerca culturale fra testo e immagine. Corpi e spiriti i temi attorno a cui riflettono gli autori raccolti in questa prima uscita ufficiale: 26 articoli su cinema letteratura e fumetto, 2 racconti, 31 illustratori, 2 fumettisti e 22 autori per un progetto autoprodotto, ibrido, feroce e perturbante. Fra gli illustratori alcuni veri talenti, Nathalie Cohen su tutti.

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