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Bangkok, cinque libri tra giallo e noir nella Città degli Angeli

La capitale della Thailandia nelle righe di Burdett, Montalbàn e Moore

Un uomo pulisce le statue del Buddha al Tempio Suthat in Bangkok (AP Photo/Sakchai Lalit)

Il popolo thailandese la chiama Krunthep Inn. La Città degli Angeli. E già è un gran successo essersela cavata così. Perché il suo vero nome cerimoniale è lungo 23 parole da Krungthep a KamPrasit e significa "La città degli angeli, la grande città, l'eterna città del gioiello, l'inespugnabile città del dio Indra, la grandiosa capitale del mondo dotata di nove gemme preziose, la città felice, che abbonda in un enorme palazzo reale, che è simile alla dimora celeste dove regna il Dio reincarnato, una città data da Indra e costruita da Vishnukarn”. È Bangkok, la megalopoli che fa da sfondo a molti libri noir e a gialli come quelli di John Burdett e di Lawrence Osborne.

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Parto da Lawrence Osborne e dal suo Bangkok . Si racconta di un uomo, senza carriera, senza prospettive, senza soldi che decide di vivere a Bangkok. Mangia al ristorante No Mani con tanto di bavaglino e “imboccatore” personale, passeggia di giorno e di notte nelle stesse vie della città che cambiano colori e profumi, si imbatte nei macellatori notturni (e strafatti di droghe) nel mattatoio, descrive con un’aurea quasi fantastica la multiforme città tailandese.

Continuo affidandovi le pagine di John Burdett che ha creato il personaggio di Sonchai Jitpleecheep, un detective del Distretto 8 di polizia di Bangkok, ex monaco buddhista, figlio di una prostituta thai e di un americano reduce del Vietnam. Fantastico già solo nel profilo del personaggio.

Intorno a lui e ai casi che si trova a risolvere tra prostituzione, spaccio e malavita, vive la Città degli Angeli. Forse un po’ distratti (credo), se tra le righe di Bangkok uccide si respirano le violenze dei bassifondi ben lontani dalle guide turistiche.

“Credevo di aver visto tutto, ormai” dice Kimberley, l’amica-collega fedele di Sonchai, sconcertata dalla scena di un delitto. ”Ho bisogno d'aria”. “A Bangkok? penso tra me” chiosa il detective.
E il pensiero va immediatamente a Manuel Vàzquez Montalban e al suo Gli uccelli di Bangkok ambientato tra Barcellona e la capitale thailandese. Il suo mitico personaggio, il detective Pepe Carvalho, viene chiamato da un’amica che vive in Thailandia a risolvere lì un caso e per questo dovrà recarsi nella capitale di cui descrive minuziosamente (a volte al limite del dettaglio) i particolari. Colori, odori, suoni. Strade, vicoli, rumori.

Come quelle che si "vedono" leggendo le pagine di Le pagode di Bangkok di Maurizio Bastianoni. "Le mille pagode, i mille Wat, le “case degli spiriti”, la cena all’Oriental, la grande città e la campagna verdissima, la foresta selvaggia, il Mekong, gli ombrellini ricamati di Chang Mai, i colori, i colori…, Miou", così inizia il romanzo in cui un uomo percorre la città e la racconta, sentendo addosso il "sanuk", ovvero quel piacere di stare insieme in diverse situazioni della giornata che accomuna i thailandesi.

Peccato sia solo in lingua inglese ma chi può deve dedicarsi a una raccolta di racconti, Bangkok noir. I protagonisti sono duri, perdenti, espatriati senza speranze, schiacciati dall’ambiente violento e menzognero di Bangkok. Si racconta della Muay Thai, sport nazionale che altro non è che un incrocio tra danza, boxe e calci che punta quasi a uccidere l’avversario, delle notti trascorse tra commerci di dubbia legalità. A scrivere Burdett e altri autori come Stephen Leather o Colin Cotterill.

I LIBRI CONSIGLIATI
AA.VV., Bangkok noir, Heaven Lake press
M. Bastianoni, Le pagode di Bangkok, Pagnini
J.Burdett, Bangkok uccide, Giano
E.V. Montalban, Gli uccelli di Bangkok, Feltrinelli
L.Osborne, Bangkok, Adelphi

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