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Argo: Tony Mendez, il vero agente Cia dietro Ben Affleck

Segreti e verità di una carriera da spia nei libri firmati dal reale protagonista della vicenda narrata nel film

Tony Mendez alla prima di "Argo" a Washington (Photo by Leigh Vogel/Getty Images)

Un film sulla sua operazione più famosa, Argo , sullo schermo dall'8 novembre, 25 anni di onorato servizio nella CIA e la nomina come "uno dei cinquanta migliori agenti di tutti i tempi": chiaro che si facesse la fila all'International Spy Museum di Washington per partecipare ai workshop di Tony Mendez. Che tuttavia sono di genere un po' particolare.

L'anno scorso, ad esempio, uno degli appuntamenti clou è stato quello in cui ha insegnato all'audience stupefatta i migliori meccanismi di falsificazione e contraffazione. Meccanismi nei quali, oltre che in travestimenti come il film di Ben Affleck ben mostra, Mendez è uno dei maggiori esperti mondiali. Il che significa che al termine della lezione, la platea sapeva riprodurre perfettamente la firma di Vladimir Putin.

Quando Mendez - che è anche uno dei fondatori del Museo insieme a sua moglie Jonna, a sua volta agente della Cia con oltre vent'anni di servizio alle spalle - entrò in aula per quella lezione, il suo posto non era ancora stato preso sullo schermo da quell'Affleck smagrito e con la barba che, nel pieno della crisi internazionale dell'inverno 1979, seguita alla rivoluzione iraniana, cerca di liberare sei diplomatici statunitensi "camuffandoli" da membri di una troupe canadese in cerca di location per l'inesistente film intitolato Argo.

Più di un allievo oggi, anche senza essere un agente segreto, noterebbe la differenza: ultrasettantenne, brizzolato, piccoletto, con un paio di occhialini da bancario, Mendez, oltre ad essere del tutto diverso dal divo di Hollywood e regista del film (per inciso, Jonna Mendez nel ruolo di suo marito avrebbe preferito Tommy Lee Jones, che però ormai è troppo anziano), è anche perfetto per il suo ruolo. Ovvero, sembra tutto meno che una spia.

La vita dei Mendez e le loro missioni più importanti sono raccontate in una serie di libri. L'ultimo, Argo , scritto insieme a Matt Baglio, dove ripercorre tappa dopo tappa l'operazione, dall'idea ai ringraziamenti del presidente Jimmy Carter, è appena uscito in Italia per Mondadori (288 pagine, euro 18). In un paragone tra il film e il libro, quel che suona più affascinante nel racconto scritto è l'assoluta ordinarietà da vita-nei-sobborghi-con-famiglia nella quale Mendez riesce a immergersi per poi dare vita a una missione che in quegli anni pur di Guerra Fredda era ben più pericolosa che recarsi a Mosca sotto copertura come nei romanzi di Le Carré. Inoltre nel film c'è un lungo inseguimento in auto che nella realtà non è accaduto, a proposito del quale, alla prima del film, Mendez ha commentato: "Il film aderisce allo spirito della storia, che è quel che conta. Musica, luci e tutto il resto fanno parte del divertimento".

Per coloro a cui fosse venuta fame delle altre incredibili storie di Mendez e CIA, in Spy Dust racconta, insieme a sua moglie Jonna Goeser, come è nata la loro storia d'amore in una serie di missioni comuni in Unione Sovietica durante la Guerra Fredda: si parte dall'Indocina per arrivare fino al cuore del Cremlino. Mentre in The Master of Disguise Mendez, figlio di un minatore di rame del Nevada ripercorre una carriera iniziata nel 1965 rispondendo a un annuncio cieco e proseguita divenendo un esperto di exfiltration ovvero quelle che nel gergo spionistico sono le liberazioni di persone in pericolo dalle mani dei "cattivi", proprio come accade in Argo.

"A volte riservavo la stanza in un hotel con il mio alias" racconta Mendez. "E poi quando mi ritrovavo a firmare mi toccava fermarmi perché non ricordavo quale tra i tanti nomi dovevo usare. Ci sono state missioni in cui avevo un set completo di documenti nella tasca destra e un altro, altrettanto perfetto, in quella sinistra". Dai racconti, ricchi di dettagli impressionanti, si capisce tuttavia che a "metterlo in pensione" davvero non sono stati gli anni di servizio, ma il fatto che camuffamenti, contraffazioni e coperture, pur conservando un fascino inarrivabile, sono ormai old-fashioned nell'intelligence contemporanea: digitale e satelliti hanno messo in naftalina trucco, parrucche, baffi finti e documenti falsi.

Argo. Come la CIA e Hollywood hanno salvato sei ostaggi americani a Teheran
di Antonio Mendez e Matt Baglio
Mondadori
18 euro

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