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Libri

L’Anticavallo: Gianni Brera sulle strade del Tour e del Giro

Il Tour de France del 1949 e il Giro d’Italia del 1976 raccontati dal grande giornalista sportivo. E, sullo sfondo, il ritratto di un Paese che cambia, tra vecchi vizi e contraddizioni

Coppi e Bartali (Credits: Ansa)

“In questo libro c’è l’afa e l’omega del lungo itinerario compiuto da Brera sulle piste di uno sport che proprio in quell’epoca conosce la sua stagione mitica e si indora di leggenda”. Così la casa editrice Booktime presenta L’Anticavallo , una gustosa antologia delle cronache sportive di Gianni Brera alle prese con la bicicletta.

Cronache, si fa per dire. Perché se è vero che la raccolta riunisce attorno a sé le corrispondenze del Tour de France del 1949 e quelle del Giro d’Italia del 1976, in realtà il libro è qualcosa di molto più interessante e insieme di molto più complesso di quanto si possa a prima vista immaginare.

Come racconta Paolo Brera nella postfazione, infatti, lungo tutto il Novecento il ciclismo ha finito con l’invadere di prepotenza l’immaginario collettivo. “Il Giro d’Italia, come già il Tour de France – scrive il figlio di Brera nella nota editoriale - dà insieme ali alla fantasia e alimento all’orgoglio nazionale: una filiforme e coloratissima kermesse che unisce un campanile all’altro, per quanto fieramente avversi nella vita quotidiana e nelle reciproche rappresentazioni”.

Competizioni e gare varie raccontano il duello Coppi-Bartali, d’accordo. Ma presto sconfinano, restituendoci molto di più. E’ vero, è una vecchia storia, questa, che nel secolo scorso ha finito col suggestionare decine di scrittori e narratori italiani, da Achille Campanile ad Anna Maria Ortese.

Ma resta una storia seducente, commovente e a suo modo rappresentativa. Ancora oggi. Per questo, oltre che per la solita, acutissima scrittura di Brera, L’Anticavallo si legge d’un soffio, svelandosi come un’antologia di rara compattezza e solidità narrativa.

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