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Annie Proulx: 'Vorrei non aver scritto Brokeback Mountain'

La scrittrice non sopporta chi le ruba i protagonisti del racconto per regalare loro un lieto fine

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Aldo Fresia

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L'esperienza vera, autentica, della scrittura porta spesso a un rapporto particolarissimo con i personaggi delle proprie storie: può capitare che ti facciano visita, chiedendo più spazio o una maggiore autonomia, spingendo persino la trama in direzioni impreviste. Ed è per questo che ti ci affezioni e ne diventi geloso. È successo anche ad Annie Proulx, prolifica scrittrice statunitense e premio Pulitzer, che in una recente intervista concessa alla prestigiosa Paris Review ha ammesso che preferirebbe non aver scritto Brokeback Mountain, il racconto adattato per il grande schermo nel 2005 e storia del tragico amore omosessuale fra due cowboy. Il motivo? L'appropriazione indebita dei suoi protagonisti da parte del pubblico cinematografico.

"Penso sia importante che un racconto conceda ai lettori lo spazio per un confronto con la propria esperienza personale", dice Annie Proulx, "ma sfortunatamente un sacco di uomini hanno deciso che la storia avrebbe dovuto avere un lieto fine. Non riescono assolutamente ad accettare quel finale e dunque lo riscrivono, includendo una serie di nuovi fidanzati e amanti dopo la morte di Jack. E questo mi fa andare in bestia".

"Non hai idea di quante riscritture mi siano state inviate con la pretesa di farmi ammettere che avrei dovuto avere l'accortezza di cambiare il finale. E c'è un'implicazione dietro questo atteggiamento: l'idea che siccome chi mi scrive è uomo, allora capisce meglio di me come i protagonisti di Brokeback si sarebbero comportati. Forse è anche vero, ma non è la storia che ho scritto io".

E il punto centrale è che la storia di Brokeback Mountain "parla di omofobia, di una particolare situazione sociale, in un luogo molto preciso, con la sua mentalità e moralità" (il racconto è ambientato in Wyoming, negli anni Sessanta). Dunque il finale tragico ha una sua coerenza.

Chiaro però che la storia di Jack ed Ennis ha un che di eccezionale. Annie Proulx ammette che non le era mai accaduto niente di simile in precedenza, nemmeno quando il romanzo The Shipping News è stato adattato per il grande schermo nel 2001. E nulla di simile si è verificato successivamente: "Credo che Jack ed Ennis fossero troppo reali. Molti li hanno letteralmente adottati e c'è chi ha messo i loro nomi sulle targhe automobilistiche. Penso che nel loro caso i personaggi abbiano superato l'intenzione che li aveva creati".

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