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5 romanzi sulla Prima Guerra Mondiale

Alcuni libri per ricordare i cent’anni dell’attentato di Sarajevo, che trascinò il mondo nella catastrofe della Grande Guerra 

L'arciduca Francesco Ferdinando poco prima dell'attentato

L'arciduca Francesco Ferdinando poco prima dell'attentato – Credits: Wikipedia

Cent’anni fa alcuni colpi di rivoltella sconvolsero il mondo. L’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo, erede al trono d’Austria-Ungheria, avvenuto il 28 giugno 1914, aprì infatti la strada alla cosiddetta “crisi di luglio”, destinata a concludersi con la folle decisione austriaca di dichiarare guerra alla Serbia. Fu l’inizio della Prima Guerra Mondiale, la più grande carneficina che la storia avesse mai conosciuto fino a quel momento. Ecco cinque romanzi con cui ricordare questa importante ricorrenza e le sue terribili conseguenze.

Il trio dell’arciduca – Hans Tuzzi (Bollati Boringhieri)
Nel giugno del 1914, mentre l’Europa vive i suoi ultimi momenti di spensieratezza prima di precipitare nel baratro della Grande Guerra, il giovane Neron Vukitic, agente segreto al servizio di Vienna, è alle prese con il caso di un mercante turco il cui cadavere è stato ritrovato nel porto di Trieste. Indagando sull’omicidio, il protagonista dovrà fare i conti con i torbidi segreti di una diplomazia europea ormai giunta a un passo dalla catastrofe.

Presagio – Andrea Molesini (Sellerio)
Luglio 1914. Dopo l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, l’Austria ha ormai lanciato il suo ultimatum alla Serbia. Incuranti di ciò, la nobiltà e la grande borghesia di tutta Europa trascorrono l’estate nel lussuoso Grand Hotel Excelsior di Venezia. Il romanzo, strutturato secondo il modello della tragedia greca, trova il suo culmine nel momento in cui si annuncia lo scoppio del conflitto, destinato a spazzare via quel mondo dorato e tutti i suoi protagonisti.

Niente di nuovo sul fronte occidentale – Enrich Marie Remarque (Mondadori)
Uno tra i più noti inni al pacifismo scritti nel Novecento. Il protagonista è Paul Baumer, studente tedesco di buona famiglia che decide di partire per la guerra credendo di andare incontro a un’avventura eroica destinata a ricoprirlo di onori. Ma la realtà è ben diversa: la morte dei suoi compagni, falcidiati uno dopo l’altro dal fuoco nemico, e la vita alienante condotta nelle trincee lo porteranno ben presto a ricredersi.

Addio alle armi – Ernest Hemingway (Mondadori)
Hemingway si ispirò per la trama di questo romanzo, ormai divenuto un classico, alla sua esperienza in qualità di paramedico presso il fronte italiano nel 1917. Conducente di autoambulanze militari, il giovane Frederic è costretto a rivedere le sue posizioni sull’eroismo della guerra quando si trova ad avere a che fare con centinaia di moribondi e di feriti, spesso orribilmente mutilati.

Ci vediamo lassù – Pierre Lemaitre (Mondadori)
Lo scrittore transalpino, vincitore del prestigioso Premio Goncourt, traccia un vivido affresco della situazione francese dopo gli anni dell’inutile strage. La Francia, uscita vincitrice ma dissanguata dal conflitto, ha subito infatti immani distruzioni umane e materiali. Un’intera generazione perduta, un’altra incapace di ritrovare il proprio posto nella società. I protagonisti del romanzo, reduci della trincea, incarnano al meglio questo senso di vuoto e di spaesamento.

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- Il trio dell’arciduca – Hans Tuzzi (Bollati Boringhieri)
- Presagio – Andrea Molesini (Sellerio)
- Niente di nuovo sul fronte occidentale – Enrich Marie Remarque (Mondadori)
- Addio alle armi – Ernest Hemingway (Mondadori)
- Ci vediamo lassù – Pierre Lemaitre (Mondadori)

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