'Diario di una dottoranda ' di Tiphaine Rivière
Fumetti

'Diario di una dottoranda'

Esilarante satira dei peccati del mondo universitario

"Diario di una dottoranda " è un romanzo a fumetti della francese Tiphaine Rivière, pubblicato in Italia da Edizioni Clichy.

Jeanne insegna alle scuole medie ed è stufa del suo lavoro. Lo lascia quindi con gioia quando l'università accetta la sua domanda di tesi di dottorato in letteratura, nonostante non le venga pagata la borsa di studio.
Dopotutto si tratta solo di tre anni, e il dottorato le permetterebbe di lavorare all'università, un'occupazione più interessante e prestigiosa che rincorrere ragazzini disobbedienti.

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Un incubo kafkiano

Presto però iniziano ad accumularsi presagi di un viaggio ben più lungo e difficile del previsto.

Innanzitutto, nessuno studente sembra finire la tesi in tempo. La burocrazia è estremamente farraginosa. Il professore di tesi, apparentemente amichevole, in realtà è sfuggente. Il primo corso che insegna all'università non le viene retribuito per un cavillo.

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Ma Jeanne è convinta che ce la farà, e persevera nonostante la sua vita somigli sempre di più ad una tragicommedia.

L'argomento della tesi è la parabola "Davanti alla legge", storia di un'attesa infinita davanti a istituzioni indifferenti e indecifrabili tratta dal romanzo "Il processo" di Kafka, e diventa simbolico del dottorato stesso.

L'ambiente universitario

I mali dell'istituzione universitaria vengono incarnati principalmente dalla segretaria e del professore, il cui monologo interiore evidenzia disonestà e incompetenza.
La prima è fisicamente informe e inamovibile, accidiosa e ostruzionista protagonista di statiche sequenze.
Il secondo è un vanesio che finge di interessarsi agli studenti mentre si concentra invece sulla competizione con i colleghi.

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Dal canto suo, Jeanne lavora tantissimo e male, in un vuoto di riscontri che la lascia senza direzione. Esaurita e concentrata solo sull'università, finisce con il distruggere le sue relazioni personali.
La meta, ovvero l'ingresso nel mondo accademico, perde sempre più di significato man a mano che Jeanne e il lettore vi si avvicinano e la conoscono.

È amaro, ma fa ridere

Nonostante l'evidente amarezza, il tono è molto ironico e la narrazione divertente e spumeggiante, con situazioni e sentimenti credibili e personaggi vividi disegnati con un tratto sciolto.

Uno dei punti di forza del libro è l'uso frequente ed efficace delle metafore. Il primo intervento a una conferenza diventa una nuotata in apnea, gli studenti della prima classe sono temibili tigri che si rivelano gattini. La tesi stessa è un complesso edificio che cambia e finisce col diventare un contorto cantiere da incubo.

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"Diario di una dottoranda " di Tiphaine Rivière è un volume brossurato con alette di 140 pagine a colori. È pubblicato da Edizioni Clichy che lo propone a 19 Euro.

Si ringrazia Nicola D'Agostino per la collaborazione nella realizzazione dell'articolo.

 
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