Il 15 maggio 1955 Fidel Castro e suo fratello Raùl uscirono di prigione all'Avana. Erano stati incarcerati per un primo tentativo di rovesciamento del declinante regime di Fulgencio Batista due anni prima, in seguito rilasciati in virtù dell'amnistia che il dittatore cubano aveva dovuto concedere per le forti pressioni internazionali.

I due futuri leader fuggirono in Messico, da dove cercarono di ricomporre a fatica la forza rivoluzionaria tra le tante incursioni delle autorità messicane e degli agenti di Batista. A Città del Messico Fidel Castro incontra per la prima volta Ernesto "Che" Guevara che si unisce come medico ufficiale dell'esercito rivoluzionario. I progetti di una imminente spedizione a Cuba si fanno concreti alla metà del 1956, quando il futuro "lìder maximo" riesce a raccogliere un'ottantina di uomini e un vecchio yacht da diporto, la "Grandma".

L'imbarcazione, omologata per 12 passeggeri, salpò lenta e stracarica la notte del 25 novembre 1956 dalle coste messicane. A bordo c'erano 82 guerriglieri e con i fratelli Castro i comandanti Faustino Perez, Cienfuegos e Guevara. Con la radio fuori uso ed il sovraccarico, la navigazione durò più del previsto. L'incontro prestabilito con le forze rivoluzionarie sull'isola fu mancato e i guerriglieri di Castro, stremati ed affamati dalla traversata, sbarcarono il 2 dicembre 1956 sulla Playa de Los Colorados, una zona paludosa e inospitale della costa occidentale di Cuba.

Intercettati poco prima da un velivolo dell'esercito di Batista, gli uomini di Castro finirono in trappola. L'esito della spedizione e dei futuri sviluppi della revoluciòn furono sul punto di essere annientati dagli scontri che seguirono lo sbarco contro le forze del dittatore accorse nella zona dello sbarco. Degli 82 guerriglieri, soltanto 12 furono risparmiati dal fuoco di Batista tra cui i fratelli Castro e Che Guevara che rimase ferito negli scontri.

I superstiti si riuniranno poco dopo sulle alture boschive della Sierra Maestra, dove i capi della rivolta organizzeranno la guerriglia alla quale prenderà parte un crescente numero di militari cubani passati dalla parte dei ribelli mentre il regime di Fulgencio Batista, sempre più inviso agli stessi americani che lo avevano sostenuto, andava rapidamente disgregandosi.

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