Shéhérazade alla Scala
Cultura

C'è anche Bolle per il nuovo Trittico

Due prime assolute e un Balanchine: la Scala scommette sul suo Corpo di ballo. E sulla star

Promette sorprese il nuovo appuntamento scaligero con un trittico di grandi partiture dirette da Paavo Jarvi. Sia perché sarà l’occasione di misurare la qualità del Corpo di ballo, sia perché si vedranno due creazioni italiane in prima assoluta. E in tempi di ristrettezze creative non è poco.

Dal 19 al 13 maggio il teatro milanese propone un singolare trittico, da vedere e valutare. Per tutti e tre vale la frase di George Balanchine (uno dei “protagonisti”): “Dovete vedere la musica e sentire la danza”.

Eugenio Scigliano firma la coreografia di Shéhérazade, ovvero l’Oriente servito in versione balletto sulla Suite sinfonica di Rimskij-Korsakov; a sei mani è invece La Valse sulla partitura di Maurice Ravel: Stefania Ballone, Matteo Gavazzi e Marco Messina; le due novità sono accompagnate da un classico coreografico Symphony in C di Balanchine, che si ispirò alla Sinfonia n.1 in Do maggiore di Georges Bizet.

Sul palco si alterneranno diversi cast (vedere www.scala.org), nomi noti agli appassionati delle punte, ai quali si aggiungerà la “star” da tutti conosciuta, Roberto Bolle che si esibirà il 19 e 21 aprile e il 10 e 11 maggio.

Questo trittico è dunque un’occasione speciale per godere di partiture lontane fra loro, per respirare atmosfere diverse e per vedere in scena i molti colori interpretativi che la danza offre. Una bella sfida per la Scala. Un’occasione per il pubblico.

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