All’inizio è l’orrore della guerra la molla che spinge Paul Grappe a disertare. La Prima Guerra Mondiale, la terribile vita nelle trincee, un conflitto che nelle persone, ma soprattutto nei soldati, mette a nudo la follia e la fragilità della vita umana.

Paul scappa, non ne può più e torna a Parigi dalla moglie Louise, sperando in una ritrovata libertà. Ma, presto, la consapevolezza della sua condizione di disertore gli rende quasi insostenibile la vita domestica. Paul non può uscire, non può farsi vedere, se lo scoprono per lui c’è la pena capitale.

Così, una notte, quasi per gioco e con la complicità della moglie, si traveste da donna ed esce. Nessuno lo riconosce. Nasce Suzanne, giorno dopo giorno, notte dopo notte, le uscite si fanno sempre più frequenti.

Paul in veste di Suzanne assapora di nuovo la sua libertà. Ma qualcosa in lui sta cambiando. Questi travestimenti in fondo gli piacciono, negli abiti di donna non si trova poi così male. E il gioco si fa sempre più pericoloso. Se inizialmente Louise è affascinata dalla doppia identità del marito, poi quando la situazione sfugge loro di mano, in una totale confusione di ruoli, moglie/marito, e di genere, uomo/donna, Louise ne è atterrita. Paul non sa più chi è, la trasformazione in atto in lui provoca angoscia e lo inebria al tempo stesso, tanto da portarlo ad esplorare le aree più estreme della sessualità.

Frequenta il Bois de Boulogne, luogo di “perdizione”, dove le perversioni umane trovano spazio e sono accettate. Persino Louise, pur di non perderlo, lo segue nelle sue peregrinazioni notturne. Fino all’epilogo finale. Arriva l'amnistia, i disertori sono perdonati. Ma Paul, ormai, si è persoe poco importa che sia diventato una specie di star…

Un tema attualissimo ambientato lontano nel tempo eppure così vicino. Mai come in questo periodo le questioni di genere sono state così presenti nella vita sociale. Per questo Suzanne, nonostante l'ambientazione storica, è così calato nell'attualità. Interpretato con grande partecipazione da Giacomo Ferraù, Tamara Balducci e Linda Gennari, la drammaturgia è di Lorenzo Garozzo (vedi A me piace settembre) con la collaborazione di Tamara Balducci e Linda Gennari. Regia di César Brie. Produzione: Le Città Visibili.

Tratto da una vicenda realmente accaduta, ricostruita nel romanzo di Fabrice Virgili e Danièle Voldman La Garconne et l’assasin, da cui è stata realizzata la graphic novel Mauvais Genre di Chloé Cruchaudet,
Suzanne è uno spettacolo intenso che tiene incollati alla sedie, che non fa respirare e che coinvolge emotivamente lo spettatore.

Panorama.it ha assistito allo spettacolo (vincitore della Borsa Teatrale Anna Pancirolli 2016) presso il Campo Teatrale di Milano. Suzanne sarà nuovamente in scena il 21 ottobre all’Auditorium Comunale di Sospiro (CR), all’interno della rassegna Sospiro a Teatro.

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