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Arte & Idee

Scuola di ballo del Teatro alla Scala: lo spettacolo per ragazzi in difficoltà

Il 25 marzo si terrà una serata di beneficenza con la partecipazione dell'orchestra dell'Accademia. In programma lavori di Fokine, Balanchine, Olivieri

Una serata di beneficienza con lo spettacolo della Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri.
Si terrà il 25 marzo alle 20 al Teatro alla Scala di Milano e sul palcoscenico saliranno gli allievi e l’Orchestra dell’Accademia diretta da David Coleman.

Lo spettacolo è promosso dalla Fondazione EY Italia Onlus, impegnata nel sostenere progetti rivolti a ragazzi in situazioni di difficoltà.
In particolare, è a sostegno dei progetti “Una casa per Crescere” di Associazione Amici di Cometa Onlus e “Sport in movimento” di Comunità Nuova.

Una casa per crescere
Il progetto “Una casa per crescere” di Associazione Amici di Cometa Onlus, aiuta le famiglie, anche in situazione di difficoltà, ad affrontare i temi della quotidianità e della crescita educativa dei loro figli. Ogni giorno infatti, dopo la scuola, più di 100 bambini e ragazzi trovano in Cometa il calore di una casa e un contesto formativo di crescita.

Sport in movimento
L’iniziativa “Sport in movimento”, ideata da Comunità Nuova Onlus, realtà presieduta da don Gino Rigoldi, è finalizzata alla prevenzione del disagio giovanile. Si rivolge ai bambini e ai giovani della periferia e della provincia Milanese e offre loro – attraverso la pratica dello sport e grazie ai suoi valori - strumenti e modalità di integrazione.

L'obiettivo di Fondazione EY Italia Onlus è aprire opportunità anche per quei ragazzi che, cresciuti in situazioni difficili, non considerano più la possibilità di essere protagonisti del proprio futuro.

Il programma dello spettacolo
Lo spettacolo si apre con una presentazione della Scuola sul Concerto per due violini in re minore di Johann Sebastian Bach, ideata dal Direttore Olivieri per mettere in luce i diversi livelli accademici.

Segue Les Sylphides, coreografia di Michail Fokine su musiche di Fryderyk Chopin nell’orchestrazione di Roy Douglas. Il balletto nasce da una suite intitolata Chopiniana, una serie di pezzi di Chopin orchestrati da Alexandr Glazunov e Maurice Keller, eseguita per la prima volta al Teatro Marinskij nel 1907. La suite venne poi trasformata da Fokine in “ballet blanc” e ribattezzata Les Sylphides, con un’orchestrazione affidata ad un giovanissimo Igor’ Stravinskij con Sergej Taneev, Anatole Ljadov, Nikolaj Čerepnin e uno stile completamente nuovo, ispirato alla Silfide di Maria Taglioni (da qui il titolo).

Venne presentato al Théâtre du Chatelet nel 1909 con i Ballets Russes di Sergej Diaghilev. Un rêverie romantique, in cui le danze delle bianche ed eteree silfidi, accompagnate da un danzatore nelle vesti di poeta sognatore in pantaloni bianchi e abito nero, non sono un puro espediente per ostentare virtuosismo atletico e tecnico, ma espressione di un’azione drammatica in cui danza, musica e scenografia dialogano armonicamente fra loro. Il balletto si caratterizza per essere il primo balletto “concertante” del Ventesimo secolo.

Si chiude con un capolavoro di George Balanchine, padre del balletto neoclassico del Novecento. La coreografia è fra le più vivaci e spumeggianti della sua produzione, ideata nel 1970 per il New York City Ballet, su musiche di Gershwin.

Balanchine e Gershwin si erano incontrati alla fine degli anni Trenta poiché il compositore americano desiderava che Balanchine firmasse le coreografie per un film, Goldwin Follies, che poi non venne mai realizzato.

Nel corso del loro incontro, Gershwin regalò a Balanchine le partiture di diversi pezzi scritti fra il 1924 e il 1931 e il coreografo russo, dopo molti anni, ispirato dall’energia delle musiche, creò il balletto Who cares?, che racconta la dinamica vita di Manhattan con briosa energia, pur nel rigore tecnico del tessuto classico-accademico. Per la ripresa della coreografia è stata chiamata ancora una volta Patricia Neary, che ha più volte collaborato con la Scuola di Ballo per la ripresa degli allestimenti di Balanchine, di cui ha raccolto l’eredità riproponendone nel mondo gli allestimenti dopo aver militato a lungo come solista del New York City Ballet.

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