Arte & Idee

Biennale d'Arte di Venezia - La detenzione di Ai Weiwei diventa un'installazione

Nel 2011 l'artista cinese ha vissuto 81 giorni di detenzione in un luogo sconosciuto. Da quell'esperienza nasce S.A.C.R.E.D., l'installazione che ha deciso di proporre alla Biennale d'Arte di Venezia numero 55

 

Sabato si apriranno le porte al pubblico della Biennale d'Arte di Venezia , edizione numero 55, ma già circolano le prime fotografie e indiscrezioni sulle opere più interessanti.

In attesa che si proclami il vincitore - o la vincitrice - l'attenzione è puntata su S.A.C.R.E.D. l'installazione di Ai Weiwei.

Artista indipendente e attivista, ha sempre cercato di riscoprire e ricostruire la tradizione artistica cinese quasi completamente sparita durante la Rivoluzione Culturale; i suoi sforzi gli hanno procurato notorietà dal mondo dell'arte e dell'informazione mondiale, ma disprezzo da parte del governo, rinominato in Repubblica Popolare Cinese.

La sua ultima installazione, dal titolo S.A.C.R.E.D. rappresenta alcuni momenti della detenzione di Ai nel 2011, durata 81 giorni, con la presunta accusa di evasione fiscale. L'acronimo, che sta (S)upper, (A)ccusers, (C)leansing, (R)itual, (E)ntropy e (D oubt), è la prima risposta artistica diretta di Ai Weiwei alla sua incarcerazione: dall'umiliazione all'angoscia di aver vissuto sotto sorveglianza durante tutti gli aspetti della vita quotidiana.

Ogni diorama, realizzato in fibra di vetro e ferro, misura 377 x 198 x 153 cm, è stato volontariamente inserito in un involucro scuro e opprimente, a sottolineare il senso di claustrofobia. S.A.C.R.E.D. rientra in "Disposition", una mostra più grande inserita nel programma di questa Biennale d'Arte. Poiché all'artista è ancora vietato lasciare il proprio paese a causa di un veto da parte del governo cinese, la sua presenza alla inaugurazione verrà sostituita con quella di sua madre, Gao Ying, prima sostenitrice di Ai Weiwei.

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