Dopo le grandi mostre monografiche dedicate ai pittori che affrescarono il maniero - ovvero Girolamo Romanino e i fratelli Dosso e Battista Dossi - il Castello del Buonconsiglio rende ora omaggio a Marcello Fogolino, il terzo artista che contribuì alla decorazione del Magno Palazzo. La rassegna intitolata “Ordine e bizzarria. Il Rinascimento di Marcello Fogolino”, vuole far conoscere al grande pubblico un pittore che fu costretto a una forzata permanenza in Trentino, ma che riuscì a guadagnarsi, con la sua opera, la fiducia del principe vescovo Bernardo Cles (e poi del suo successore, il principe vescovo Cristoforo Madruzzo) fino a diventarne il pittore di corte.

Le date

La mostra è aperta al pubblico dall'8 luglio al 5 novembre 2017 nei seguenti giorni e orari: dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00

Chiuso i lunedì non festivi, eccetto 17, 24, 31 luglio e tutti i lunedì di agosto 

Dove

Ad ospitare la rassegna “Ordine e bizzarria. Il Rinascimento di Marcello Fogolino” il Castello del Buonconsiglio in Via B. Clesio, 5 - Trento -

Perché è interessante

La mostra si snoda nelle sale del Magno Palazzo - in parte affrescate da Romanino e dai fratelli Dossi e in parte affrescate dallo stesso Fogolino - e prende avvio da pale d’altare che hanno contraddistinto l’evolversi del percorso stilistico di Marcello Fogolino tra Vicenza e la provincia di Pordenone, evidenziando la ricca valenza del patrimonio artistico e culturale del Triveneto e approfondendo lo studio dei rapporti e della collaborazione culturale con gli altri artisti vicentini, tra cui Giovanni Bonconsiglio, Bartolomeo Montagna e Francesco Verla. In mostra le magnifiche pale d’altare provenienti dal Rijksmuseum di Amsterdam (come la Madonna col Bambino e santi, mai esposta in Italia), dalla Galleria dell’Accademia di Venezia, dalla Pinacoteca Nazionale di Siena, dalla Pinacoteca di Palazzo Chiericati a Vicenza, ma anche le rarissime incisioni provenienti dal museo statale di Dresda

L'esposizione è curata da Giovanni Carlo Federico Villa, direttore onorario dei Musei Civici di Vicenza, da Laura Dal Prà, direttore del Castello del Buonconsiglio e dalla conservatrice del museo Marina Botteri. Il relativo catalogo raccoglie i contributi di oltre venti studiosi.

L’allestimento è a cura dell’architetto Michelangelo Lupo in collaborazione con l’architetto Adriano Conci, direttore tecnico del museo.

Marcello Fogolino, breve bio

Molte sono ancora le zone d'ombra intorno alla personalità e alla produzione del pittore vicentino d'origine, ma trentino d’elezione: da quelli relativi alla biografia e all'itinerario artistico a quelli connessi con la definizione del catalogo e la periodizzazione delle opere.

Nato probabilmente a Vicenza fra il 1483 e il 1488 da una famiglia di origine friulana, Marcello Fogolino è l’artista che più a lungo operò al servizio del Principe Vescovo Bernardo Cles. Contribuì, insieme al Romanino e ai Dossi, all’affermazione della pittura rinascimentale in Trentino, mettendo a frutto la sua particolare predisposizione ad assimilare rapidamente svariati linguaggi pittorici.

La sua formazione avvenne presumibilmente presso il padre, anch’egli pittore. Fu in seguito a Venezia, dove dichiara di aver operato per otto anni, mentre nei primi anni ’20 risulta essere a Pordenone, dove esegue alcuni dipinti, fra cui due pale per il Duomo. Nel 1526 venne accusato, insieme al fratello Matteo, pure lui pittore, di aver assassinato un barbiere in Friuli: chiamati a presentarsi in giudizio a Udine, i due fratelli, banditi da tutto il territorio della Repubblica veneta, fuggirono a Trento. Arrivati in città nel ’27 ottennero dal governo veneziano un salvacondotto, più volte rinnovato, in cambio di informazioni politiche. 

Dopo un iniziale periodo di difficoltà, per Fogolino si presentò l’occasione di partecipare alla decorazione del Magno Palazzo di Bernardo Cles. Ottenuta la fiducia del cardinale, il pittore veneto, a partire dal 1531, si mise al suo servizio, affrescando dapprima alcuni fregi sul prospetto dell’edificio, in seguito la serie degli imperatori romani e gli episodi della vita di Giulio Cesare (nella Camera terrena del Torrion da basso), mostrando di non essere indifferente alle suggestioni dello stile di Dosso e Romanino. L’attività per conto del Principe Vescovo, tuttavia, non si limitò ai lavori al Buonconsiglio, ma lo vide presente, almeno fino al 1535-36, anche nelle proprietà vescovili situate in centri più periferici. Intensa fu anche la produzione di dipinti a tema sacro.

Il soggiorno fogoliniano a Trento fu spesso interrotto da viaggi in Friuli e ad Ascoli Piceno, dove, nel 1547 decora il salone del palazzo vescovile, il cui committente, il vescovo Roverella, aveva probabilmente conosciuto il pittore a Trento durante i lavori conciliari.

L’ultimo documento che riguarda Fogolino è una lettera (nella quale si chiedevano notizie sul suo conto, in previsione di un incarico lavorativo) datata 1558 spedita a Trento da Innsbruck: tuttavia, non si sa se in quella data l'artista fosse ancora in vita.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti