Arte & Idee

Da Pollock a Picasso: giro del mondo in 5 sfumature (di pittura)

E anche LeWitt, Gauguin... Gli impressionisti: un itinerario da Napoli a New York, passando per Parigi, Madrid e Londra, racconta la magica duttilità del colore

Cinque supermostre, sparse qua e là nel mondo, rivelano come la pittura, declinabile come un verbo, spalancabile come una finestra, sia un’arte duttile, flessibile, mutevole, sostanzialmente disposta a tutto. A chi viaggerà nei prossimi giorni di festa Panorama suggerisce un percorso ideale che inizia a Napoli, dove l’artista americano Sol LeWitt estende i confini del tempo connettendo, nei suoi wall drawing (disegni murali), il proprio gesto minimal con quello del primo uomo che ricoprì di segni una grotta, e continua a Madrid, che in questi giorni celebra in Paul Gauguin, seguito dai molti che ne subirono il fascino, il pittore che invece ha maggiormente allargato lo spazio della pittura. Verso il più lontano ancora, direbbe Jonathan Franzen.

E se da Parigi si spande la beatitudine della frivolezza, con quei signorilissimi impressionisti che nella moda videro apparire gli dei della fugacità, e quelli della malinconia che sempre li accompagnano, a Londra si racconta di come non la leggera grazia degli abiti ma l’irruenza del corpo a un certo punto violasse il territorio dei quadri.

Jackson Pollock che danza intorno alla sua opera sgocciolando colore, e David Hockney che esegue e titola un dipinto come fosse un film, aprono una strada che dalla pittura arriva alla performance. La quinta mostra che entra in questa scala reale è proprio quella del re di quadri, Pablo Picasso: se andate a New York, non perdetevelo in bianco e nero, perché è anche con questi non colori e in un quasi grigio totale che il genio spagnolo ci squaderna davanti le forme spezzate della morte, e del desiderio.

NAPOLI
Arte messa al muro
Al Madre di Napoli , Sol LeWitt. L’artista e i suoi artisti presenta fino al 1° aprile (e poi al Centre Pompidou di Metz dal 19 aprile al 29 luglio) tutto l’arco di attività, 50 anni circa, del celebre artista minimal e concettuale americano (1928-2007). La mostra è a cura di Adachiara Zevi (che in questi giorni manda in libreria L’Italia nei wall drawings di Sol LeWitt, Electa, 272 pagine, 482 illustrazioni, 42 euro) e comprende più di 50 lavori dell’artista, oltre a 95 opere provenienti dalla sua collezione personale.

MADRID
Canone esotico
Il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid conserva una delle collezioni private più prestigiose al mondo. È un tempio dei quadri. Fino al 13 gennaio qui c’è la pittura e il viaggio, la mostra Gauguin y el viaje a lo exòtico, dove si visualizza quale fosse quel "canone esotico" stabilito dall’apripista Paul Gauguin e dalla sua ricerca di una terra e di un’arte nuovamente pure, divine, e seguito nel ’900 da Kandinsky, Klee, Matisse, Nolde.

PARIGI
Impressioni di moda
Avidi di sensazioni passeggere, fu senza calcolo e soprapensiero, solo aderendo alla leggera, increspata superficie della vita, che gli impressionisti produssero eleganza. Lo racconta una mostra intensamente francese come L’impressionisme et la mode (l’impressionismo e la moda, al Musée d’Orsay fino al 20 gennaio), e cioè come è stato possibile essere eroici e struggenti esibendo tight e redingote, tulle, sete, corsetti e giarrettiere.

NEW YORK
Maniera nera
"I colori della Spagna sono bianco, nero, argento e oro; non ci sono rosso e verde, non esistono" sosteneva l’americana Gertrude Stein scrivendo di Picasso e della sua terra. In patria l’hanno presa alla lettera e così al Guggenheim Museum di New York ecco Picasso Black and White (fino al 23 gennaio), mostra su un genio che ebbe un periodo blu e un periodo rosa, ma che soprattutto utilizzò migliaia di sfumature di grigio.

LONDRA
Pigmenti in movimento
A Bigger Splash. Painting after performance è il titolo di un celebre dipinto di David Hockney del 1967, e anche dell’affascinante mostra aperta alla Tate Modern di Londra (fino al 1° aprile) che, partendo proprio da questo grande artista inglese e da Jackson Pollock, mette a fuoco la relazione fra pittura e performance, includendo nel tracciato Yves Klein, Andy Warhol, Niki de St Phalle, Cindy Sherman, nonché il sanguinario Hermann Nitch.

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