Un ricco percorso espositivo che descrive l’attività artistica di Betto Lotti. In mostra oltre 70 lavori - opere pittoriche, acquerelli, carboncini, incisioni, datati fra il 1911 e il 1973 -  che evidenziano come nella sua pittura, questo interessante artista abbia privilegiato il tema del paesaggio e degli spazi aperti e descritto con una visione poetica i luoghi a lui molto cari: i paesaggi lombardi

Le date

La mostra sarà aperta al pubblico dall' 11 al 29 luglio 2017 nei seguenti giorni e orari: dal lunedì al giovedì ore 9-12.30 e 14-17.30 | venerdì ore 9-13. Ingresso libero

Dove

Ad aprire le porte alla mostra, lo Spazio Eventi di Regione Lombardia - Grattacielo Pirelli - Via Fabio Filzi, 22 - Milano

Il cuore dell’esposizione

Fulcro della mostra, la sala dedicata alle tele dei paesaggi lombardi, tutte realizzate ad olio.

Caratterizzati da una forte legame con la natura, con la realtà che lo circonda e in stretta connessione con il movimento del Novecento - che prediligeva purezza delle forme e armonia nella composizione - questi lavori sono anche carichi di spiritualità e pervasi da un’atmosfera malinconica, legata al ricordo di un passato vissuto in Liguria e in Toscana. Dell’area lombarda vengono descritti i luoghi nelle differenti sfaccettature, ma anche i colori, il mutare della luce nelle varie ore del giorno, le persone, i lavori e le loro abitudini: quello che ne emerge è un racconto completo ed esaustivo, dall'eccezionale equilibrio compositivo e dalle pennellate morbide e sfumate

Betto Lotti

Nato a Taggia (Imperia) nel 1894, studi artistici a Venezia e Firenze, Betto Lotti mostra da subito una spiccata predilezione per carboncino, pittura a olio, acquerello e incisione  e già dalle prime collettive di acqueforti, anche una precoce inclinazione naturale per questa tecnica, per la quale ottiene importanti riconoscimenti.


Internato in un campo di concentramento in Austria - durante la Prima Guerra Mondiale - dove continua a dipingere, nel 1918 torna a Firenze e frequenta il vivace ambiente artistico dello storico caffè delle Giubbe Rosse. In questi anni Lotti avvia una proficua attività di giornalista, illustratore e cartellonista, in Italia e all’estero. Nel 1936 vince la cattedra di disegno a Como e dal 1940 conferma la sua adesione al movimento artistico italiano del Novecento, dedicandosi prevalentemente alla pittura ad olio. Personalità di rilievo nel panorama artistico, nella sua carriera ha ottenuto importanti riconoscimenti e premi e le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Muore a Como nel 1977


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