Da sempre, gli elementi primordiali dell’acqua e del fuoco sono al centro della ricerca artistica di Fabrizio Plessi che, anche in questa "performance veneziana, si esprime attraverso ciò che caratterizza il suo dna, unendolo e fondendolo a quello de La Fenice: grazie a 200 calchi - che riproducono capitelli, teste di putti, maschere e grottesche - il visitatore può assistere a una performance che trasforma "La Fenice" in un'altra "La Fenice", ancora una volta risorta dalle sue stesse ceneri, come l’animale mitologico di cui porta il nome.

Date

L'opera sperimentale FENIX DNA sarà rappresentata dal 26 luglio al 6 agosto 2017 nei seguenti giorni e orari: dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 17.30 - live performance ore 19.00

Per i cittadini veneziani è stata garantita la possibilità di ammirare gratuitamente l’opera sperimentale in due giornate: il 28 e 29 luglio

Dove

La performance avrà luogo al Teatro La Fenice - Campo San Fantin, 1965 - Venezia

L'iniziativa è promossa da Generali Italia tramite il programma Valore Cultura ed è prodotta da Fondazione Teatro La Fenice, in collaborazione con Arthemisia

Chi è Fabrizio Plessi

Fabrizio Plessi è uno dei maggiori esponenti internazionali della video art. Nato a Reggio Emilia (nel 1940) ma vissuto a Venezia – dove si è diplomato ed è poi diventato titolare della cattedra di pittura all’Accademia di Belle Arti – è noto e apprezzato in tutto il mondo per il suo utilizzo di video ed elettronica come materiali al pari di legno, ferro o marmo, e per la sua peculiare fascinazione nei confronti dell’acqua e del fuoco

Gli incendi del teatro "La Fenice"

Nel corso della sua storia, "La Fenice" è stata colpita da due incendi: il primo risalente al 12 dicembre del 1836, il secondo al 29 gennaio 1996. Per ben due volte, quindi, un gigantesco rogo ha distrutto lo storico teatro, divorandone gli arredi e trasformando in macerie gli ori e gli stucchi che ornavano la sontuosa struttura. Il cantiere, la ricostruzione e l’ultima riapertura, quella del 13 dicembre 2003, è avvenuta grazie anche al ruolo di Generali, che ha risarcito i danni di entrambi i disastrosi avvenimenti, restituendo al teatro veneziano lo sfarzo di un tempo.




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