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Arte & Idee

Arte, i personaggi immaginari di Kaws

A Parigi la quarta e conclusiva mostra personale di Brian Donnelly

Kaws - Imaginary Friends

Kaws - Imaginary Friends alla Galleria Perrotin di Parigi – Credits: arrested motion

A mio avviso esistono pochi artisti che, passando dalla strada alle gallerie, sono riusciti a mantenere efficace il loro stile, adattandolo senza stravolgere l'essenza.

Brian Donnelly, meglio conosciuto come Kaws è uno di questi.

Nella sua vita precedente era solito intervenire direttamente sui manifesti pubblicitari affissi alle pensiline delle fermate dei Bus, alterando i volti dei personaggi nelle fotografie.

Cavalcare il mostro dell'Advertising, volgendolo a proprio favore.

Connessioni dirette con esponenti dal nome altisonante come Pharrell Williams, Marc Jacobs, Kanye West, hanno inevitabilmente fatto da cassa di risonanza per questo giovanotto del New Jersey.

L’evoluzione del suo stile ha acquisito sempre più consistenza, come i colori delle tele: pieni, brillanti e materici.

Schiaffi in quadricromia dalle tinte vivaci, acide, pungenti come i poligoni che costruiscono i particolari delle sue composizioni. Acrilici che prendono forma, si accatastano in geometrie astratte fluttuanti. Profondità Pop.

La sua naturale evoluzione lo vede da qualche anno come artista da galleria: il sodalizio con la Galerie Perrotin di Parigi lo ha portato da qualche giorno ad inaugurare la quarta personale da titolo Imaginay Friends .

Tra le nuove opere, spiccano varie versioni del celebre CHUM. Così come Robert Indiana rielaborò il logo AIDS ripendendo la sua celebre opera dal titolo LOVE, Kaws si rifà al Bibendum - omino Michelin - come immagine persistente e riconoscibile nel nostro immaginario con l'aggiunta del tipico simbolo del pericolo: il teschio con le ossa incrociate.

Osservandoli in rapida successione cromatica, l'effetto sulla percezione dello spettatore è notevolmente amplificato, così come il messaggio di un pericolo imminente che avanza verso di noi e che sembra inarrestabile.

Brian Connelly vuole essere la causa e l’effetto di un cerchio comunicativo completo.

Tutto questo a Parigi, fino al 22 dicembre.

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