festival del ridicolo
Arte & Idee

Il senso del ridicolo. Un festival a Livorno

Tre giorni di incontri, letture ed eventi per parlare di umorismo

La location, come si dice nel gergo degli organizzatori di eventi, è perfetta: Livorno. Perché il comune toscano vanta il titolo di città più caustica d'Italia e ormai tutti, nella penisola, conoscono la potenza verbale del giornale che, extra moenia, la rappresenta al meglio: Il Vernacoliere. Così la città labronica diventa teatro de Il senso del ridicolo. Primo festival italiano sull'umorismo, sulla comicità e sulla satira, tre giorni di incontri, letture e spettacoli per ragionare sul tema.

Bisogna ragionare anche sulla parola chiave, per usare, questa volta, il linguaggio del web: ridicolo. Un termine ambiguo, che assume accezioni diverse a seconda della distanza che si frappone tra chi lo utilizza e la città di Livorno. Quando questa è pari a zero, ridicolo sostanzialmente ha un senso ironico, pieno di umorismo, raramente infarcito della sua declinazione negativa, dispregiativa. E dunque, si rivela vocabolo quanto mai perfetto per raggruppare tutte le tematiche che definiscono il ridere, scelte per questa prima edizione del festival.

A precisare le sue accezioni umoristiche, satiriche e comiche è compito degli ospiti della manifestazione. Che sapranno ricondurre il pubblico ad una incontrastabile verità: ridere è e resta un fenomeno misterioso, capace di sovvertire l'ordine costituito delle cose, di rivelare l'inatteso e di metterci davanti a chi siamo veramente. Tanto che la tre giorni si presenta un po' come un safari: gli animali esotici siamo noi.

 

Direttore del festival è Stefano Bartezzaghi che ha messo a punto un programma sulla funzione illuminante dell'umorismo. Tra gli ospiti, Francesco Piccolo con il suo reading dal titolo Momenti di trascurabile (in)felicità; Alessandro Bergonzoni che si esibisce in Estenuanze (incontro sullo scibile considerato sconsiderato), mentre Gioele Dix e Sara Chiappori portano sul palco Da Caino e Abele ai Fratelli Marx, una conversazione semiseria. Sergio Staino parlerà del ridicolo della politica insieme a Maryse Wolinski. Il Teatro Sotterraneo poi coinvolgerà il pubblico in Homo ridens_Livorno, un test collettivo sugli stimoli che attengono al riso e ai suoi meccanismi.

Infine, due mostre, Il Vernacoliere. Ridere è libertà e Nessuno resterà all'asciutto, saranno affiancate dalla proiezione del film Italiano Medio di Maccio Capatonda.

Risate... a ghiaia, come si dice da quelle parti! (o, più a nord, a valanga...)

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Il senso del ridicolo, Livorno, 25-27 settembre


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