Arte & Idee

È morta Franca Rame: il teatro, la politica, il sodalizio con Dario Fo

L'attrice si è spenta oggi all'età di 84 anni a Milano. Ironica, intensa, pasionaria, la sua è stata una vita spesa tra palcoscenico e impegno civile - Le foto  - Il suo volto politico  - I libri

Franca Rame (Ansa)

L'attrice Franca Rame, moglie di Dario Fo, è morta oggi nella sua abitazione di Porta Romana a Milano all'età di 84 anni.
I primi segnali di un indebolimento fisico, ma non della sua indole battagliera, erano arrivati già un anno fa, il 19 aprile 2012, quando era stata colpita da un ictus e ricoverata d'urgenza al policlinico di Milano.

Il teatro italiano in questo 2013 piange un'altra grave perdita dopo quella di Mariangela Melato, Rossella Falk e Anna Proclemer.

Ironica, fervente, generosa, quella di Franca è stata una vita dedicata al palcoscenico ma anche all'impegno politico e civile, uniti da un ponte che percorreva in entrambi i sensi, da un lato per raccontare la realtà, spesso cruda, a sipario aperto, dall'altro per portare po' di poesia nel quotidiano più aspro. Pasionaria, era stata eletta senatrice in Piemonte nel 2006 con l'Italia dei Valori, per poi lasciare l'incarico non condividendo gli orientamenti governativi. 

Figlia d'arte, nata da due attori, non poteva che avere il teatro nel sangue. Comparve appena nata nel ruolo di infante in una delle commedie allestite dalla compagnia familiare. La consapevolezza del mestiere arrivò però nei primi anni '50 quando entrò nella compagnia di Tino Scotti per lo spettacolo "Ghe pensi mi".
La svolta più importante, professionale e sentimentale, venne nel 1954, quando il 24 giugno sposò l'attore Dario Fo, con cui è nato un fertile sodalizio, non solo teatrale, che li ha portati a siglare numerose pagine della storia italiana. Insieme col marito fondò la Compagnia Dario Fo-Franca Rame. Con il '68, i due abbracciarono le nuove ideologie emergenti, che hanno portato successivamente Franca Rame, alla fine degli anni '70, ad unirsi alle file del movimento femminista.

Sulla scena teatrale il duo Rame-Fo è stato un continuo fermento. Lasciarono il circuito dell'ETI nel 1968 per fondare il collettivo Nuova Scena, dalla separazione dal quale è nato un nuovo soggetto, La Comune, attivo nei circoli Arci e nei "teatri inediti" come fabbriche e scuole occupate con spettacoli di satira politica.
La Rame attrice approdò alla fine degli anni '70 all'interpretazione di propri testi: La madre, Grasso è bello!, Tutta casa, letto e chiesa.

 

Nel 1971 si espose pubblicamente sottoscrivendo una lettera aperta, pubblicata dal settimanale L'Espresso, sulla morte del ferroviere anarchico Pinelli, in cui numerosi esponenti della cultura e della politica chiedevano la destituzione di alcuni funzionari.
Due anni dopo fu rapita da esponenti dell'estrema destra, subendo violenza fisica e sessuale. Il suo monologo Lo stupro del 1981 ricorda quei drammatici momenti. 

 

Franca ha dedicato gli ultimi anni alla propria autobiografia (Una vita all'improvvisa), immancabilmente scritta con Dario, ma anche, e soprattutto ancora, a calcare il palcoscenico: tra il 2011 e il 2012, infatti, i due hanno riportato in scena il celebre Mistero buffo, opera di Dario Fo, presentata per la prima volta nel 1969.

 
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